Hoka Challenger ATR 3: Recensione a tutto sentiero

Il mio recente acquisto delle Hoka Challenger ATR 3 non è un segreto e lo avevo dichiarato in un precedente post (=Challenger ATR 3: nuove Hoka One One per sassi) ma avevo frenato l’entusiasmo per via del poco utilizzo. A distanza di qualche settimana con dei chilometri percorsi posso pensare di sbilanciarmi. Abbiamo visto sassi, Leggi di piùHoka Challenger ATR 3: Recensione a tutto sentiero[…]

Trail degli Altipiani: uno scatto dal sentiero di gara

A pochi giorni dal Trail degli Altipiani uno scatto rubato sul sentiero di gara. La giornata era ventosa e le fascette in movimento lo dimostrano. Una gara a cui desideravo tantissimo partecipare, ma purtroppo non farò. Mi toccherà stare coi piedi per terra e non vivere le emozioni di quei 60Km su sentieri che conosco in minima parte. Ho dovuto -purtroppo- abbandonare anche l’idea di fare la gara corta e questo mi dispiace parecchio. Non mi resta che scaricare le tracce gpx e provarlo in autonomia un pezzetto alla volta.

Cosa significa questa foto? Oltre al passaggio di gara con le fascette mi ricorda il momento no. Arrivare lì a fatica e decidere di non salire alla croce sul Pizzo Formico non è stata una decisione facile, ma era l’unica possibile.

Sguardo da infreddolito lungo il sentiero CAI 245

L’inizio di un sentiero visto un numero infinito di volte da bambino. Avevo camminato o corso i primi metri, ma nulla di più. Poi questa primavera mi sono ritrovato davanti all’imbocco del sentiero durante un lungo su asfalto.

Parlo del sentiero CAI 245 con partenza da Bratte. Bellissimo e mi è spiaciuto non farlo prima. L’ho percorso tutto sino all’imbocco del CAI 240, ma sono tornato indietro.

Un rientro veramente divertente. Una discesa che non mi aspettavo e mi ha fatto rivivere certi livelli di adrenalina e di sensazioni uniche.

La foto? Finito il 245 -invece di prendere il 24o- mi sono fermato nel pianoro per mangiare qualcosa. Nel mentre la temperatura è scesa e così mi sono chiuso dentro il cappuccio. Poi, mentre scendevo, mi sono slacciato la giacca per via del caldo.

La prossima volta? Si allunga con un anello che ho in mente e/o si prosegue verso l’Arera.

Sentiero nella roccia a pochi passi dal rifugio

Gli ultimi tratti del sentiero 305 verso il Rifugio Curò si presenta in modo suggestivo. Una “mezza galleria” scavata nella roccia con un paesaggio da togliere il fiato nelle giornate limpide.

Forse -per chi soffre di vertigini- è meglio guardare solo l’orizzonte e non in basso. Proprio per questo ho scattato la foto per mandarla ad un amico che cerca di vincere questa sua paura.

Un sentiero che merita sempre anche in modalità notturna. Inoltre se il meteo lo permette è veramente divertente da correre sino in fondo a Valbondione.

Ieri ho evidenziato un altro tratto della piantina dell’OUT e sono ben felice. Oggi poi ho fatto altro sempre in merito  a questa decisione, ma il tempo che manca è davvero tanto …

Guardiani di legno ai piedi del sentiero che ti osservano

I guardiani del bosco, quei tronchi di legno ed in particolare quello trasformato con sembianze più umane. Mi ricordo bene quella domenica ed il mio stupore nel trovarlo davanti a me. Un allenamento come tanti, ma che da trail running è diventato un troll running !

Doveva essere un giro tranquillo, ma non lo è stato. Il meteo non è stato dei migliori su un sentiero del genere. Almeno adesso  lo racconto in serenità visto quanto è successo.

A memoria le tappe di quella gita sono state:

  • Rifugio Selleries
  •  Colle superiore di Malanotte
  • Rifugio Geat

Una trentina di chilometri in tutto, ma in alcuni tratti del Malanotte sono sembrati eterni. Il troll -secondo me- ci stava avvisando di non salire ed è stato ignorato. Non posso lamentarmi di quello che è successo dopo. Un esempio? Un sentiero EE non segnato in un mix di nuvoloni fitti, acqua e vento su pietre che ancora ricorrono nei miei incubi preferiti. Fortuna che il suono di alcune mucche mi ha fatto intuire la presenza di un sentiero umano e non da arrampicata.

Discesa ed imprevisti di percorso: si cambia sentiero

Una discesa come tante e vissuta un sacco di volte. Questa volta invece non è stato così. Dopo la pioggia degli ultimi giorni qualche cosa è stato cambiato da Madre Natura.

Per mia fortuna il mio “sistema frenante” ha funzionato a dovere e mi sono fermato in tempo.

Proprio vero, non bisogna andare mai dando nulla di scontato quando si è per boschi. Non bisogna nemmeno andare guardando per terra e basta.

Un po’ come nella quotidianità, si guarda avanti e si cercano soluzioni: La montagna una metafora della vita.

Sentiero 220: una pietra illuminata nella notte (Agosto 2016)

Sentiero 220: una pietra illuminata nella notte. In questo modo il numero del sentiero prende vita sotto la luce della mia frontale.

La via resta segnata anche nella notte. Basta solo muovere la testa e col fascio di luce della frontale illuminare il bordo. Basta poco per leggere i riferimenti, ma allo stesso modo basta poco per perdersi quando non si leggono.

Basta un semplice click, quel click che accende o spegne la frontale per fare la differenza.

Un buio che ti porta ad assaporare la notte per intero nel silenzio e solitudine.

Un fascio luminoso che ti porta a vivere il sentiero in sicurezza.

[foto scattata durante la salita serale al rifugio Alpe Corte]

Rifugio Brunone e l’espressione di fatica

La salita al Rifugio Brunone non  è tra le più facili e questo lo sapevo. Non mi sarei mai aspettato di soffrirla così tanto e di arrivare su veramente sfatto e pagarla anche nella discesa.

Arrivare dalla località di Fiumenero al Rifugio Brunone circa 7.40Km con un dislivello di 1517m. Si arriva a quota 2295 metri e si respira la montagna che piace a me.

Per me questa è la seconda volta. La prima è stata durante l’Orobie Ultra Trail (=vedi Rifugio Brunone: il lato oscuro dell’Orobie Ultra Trail 2017) e nonostante il contesto dubito di riuscire ad egualiare o migliorare il tempo di salita impiegato quella volta.  L’assenza di pause non ha aiutato la performance sportiva. Questa volta ho impiegato ben 25 minuti di più e sono arrivato su in condizioni pietose.

Sentiero: CAI 227: Da Fiumenero al Rifugio Baroni al Brunone

CAI 227: Da Fiumenero al Rifugio Baroni al Brunone

Il sentiero CAI 227 ti permette di raggiungere il Rifugio Baroni al Brunone da Fiumenero. Il tempo riportato dal sito CAI è di circa 4h 30m ed il dislivello da affrontare è di 1500 circa. Sono numeri che possono spaventare, ma una volta arrivati al rifugio il paesaggio ripaga di ogni fatica. Inoltre il rifugista è Leggi di piùCAI 227: Da Fiumenero al Rifugio Baroni al Brunone[…]

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