Fartlek paludosi, vi odio ma non vi temo … e poi arriva il bonus!

Il compitino del giorno parlava chiaro ed io non mi sono tirato indietro. Eravamo io, le mie Hoke One One Clifton4 ed una serie di fartlek paludosi da svolgere. Era tutto stampato nella mia mente: Includi 12-16 x 1 minuto al passo di una 5-10 km, 1 minuto di corsa di recupero tra una ripetizione e l’altra; includi una fase di riscaldamento e una di defaticamento.

Una volta trascorsi i primi “fartlek paludosi” dove non mi ricordavo molto bene il comportamento (non è vero, una volta fatti non si dimenticano mai) il gioco è tornato in mente molto bene. Non ho seguito i ritmi indicati, ho tenuto d’occhio solamente lo sforzo e/o il cardio.

Ero partito con l’idea di farne il minimo sindacabile (=12) però poi col passare delle coppie la parte veloce finiva in un attimo e la lunga agonia era la fase di recupero. A questo punto perché fermarsi? Andiamo avanti per farli tutti e 16 senza pensarci più!

Domani probabilmente non camminerò più, ma adesso me la bullo anche se la media non è quella di un mio allenamento di questa tipologia.

Inutile negare una cosa: il mio pensiero durante la corsa. A cosa era rivolto? Pensavo ad inizio di questo 2017 quando “Otto fartlek -maledetti e non- da non ripetere” mi hanno portato a riflettere.

Un grazie a due persone particolari: grazie Federico e grazie a te 😉