Rimini Marathon 2018: for the piada!

Ho il tarlo della Rimini Marathon dal 25 Aprile 2015. Mentre correvo la 50Km di Romagna sentivo diversi dire che finita la corsa sarebbero andati a Rimini per fare la doppietta in vista della 100km del passatore. Perché io no? Alla fine ho preso la macchina e sono tornato a casa, ma il tarlo mi era rimasto. Sarà un “racconto disordinato” perché alla fine devo ancora ordinare il tutto nella mia mente. I pensieri ci sono. Il resto lo farà il tempo.

Il Motto: for the piada!

Rimini Marathon: for the piadaIn un periodo dove non riuscivo a correre e di conseguenza nemmeno ad allenarmi mi sono dato una regola semplice. Quando ho finito la “Maratona di Crevalcore 2018: il nulla alla seconda! “ ho parlato col buon Luca e gli ho detto in parole molto semplici:

Io mi iscrivo a Rimini, ma prima mi dici quali piadinerie andare a visitare dopo la gara!

Detto fatto sono stato di parola. Per un attimo ho valutato seriamente di fare la “Ten Miles” invece della distanza Regina. Nella mia mente è scattato un ragionamento sensato, motivato e/o suicida (non Kamikaze, sappiatelo)

Più chilometri implica più piada. Un solo motto: FOR THE PIADA!

Una mail di conferma e via: a Rimini saranno 42km!

Per restare fedele al motto della Rimini Marathon il sabato sera non ho mangiato il gelato. Ho mangiato una piada.

Rimini Marathon: Verso la mezza

La Rimini Marathon come tutte le altre maratone è lunga 42Km 195m e non mi ricordavo quanto fossero lunghi. In questa edizione secondo me sono diventati più lunghi. Il caldo mi ha ucciso. Ha reso tutto più lungo, difficile ed ha fatto cambiare i programmi. Non avevo grossi pronostici temporali come cronometro.

Sono partito coi pacer delle 3h45m sperando di tenerli il più possibile. Li ho abbandonati dopo una decina di chilometri. Non era trascorsa nemmeno un’ora dal via ed il caldo mi stava giù uccidendo. Sapevo che i 32km restanti sarebbero stati un vero e proprio bagno di sangue. Tutti o quasi sotto il sole cuocente. Il concetto di ombra era un vero e proprio miraggio. Non mi aspettavo di correre al fresco. Non mi aspettavo di correre così al caldo.

Ho cominciato a camminare presto. Non credo di avere mai cominciato a camminare attorno alla mezza maratona. Non ho pensato di essere a metà. La metà davanti era più lunga. Passo la mezza in circa 1h 53m ed ora comincia il divertimento …

Rimini Marathon: Oltre la mezza

rimini marathon mare

Stacco la spina, stacco la mente, stacco tutto, ma non riesco a staccare la regolazione della temperatura. Cammino di nuovo e corro pochino e piano. Ho i miraggi dei ristori. Non riesco ad integrare liquidi.

Appena li bevo comincio a sudare. Ho la gola sempre più secca. Credevo fosse tragica la situazione, ma passato Riccione è stato un trauma. Il lungo mare sotto il sole senza nulla di mezzo.

Proseguo, corro, cammino e vengo passato dai palloncini delle 4h coi quali scambio due battute.

Ad un certo punto “getto la spugna” quando in lontananza vedo il cartello 39. Basta, non riesco più a correre. Da diverso tempo sento un formicolio leggero che va e viene.

Adesso me la camminerò sino in fondo.  Interminabile l’arrivo al ristoro del 40° km. Una volta lì mi sono messo a bere. Ho persino preso con me una bottiglia d’acqua. Ho ripreso a camminare.

Rimini Marathon: Il traguardo!

Rimini Marathon: Il traguardoAbbandono il ristoro camminando. Poco dopo mi supera l’amico Amedeo. Con lui riprendo a correre piano piano. Mi si sbloccano le gambe per il potere magico del “siamo quasi alla fine” e si ritorna verso il centro.  Di quei due chilometri ho pochissimi ricordi.

So che dopo il Ponte di Tiberio è un rettilineo. So che l’ho fatto non avendo il dono del teletrasporto.  Come dice un noto detto

Quello che succede in quel drittone, resta in quel drittone

Non so esattamente cosa sia successo. Ero inerme. Non avevo forze e mi dava anche fastidio respirare per quanto fosse secca la gola. Chi mi aspettava alle transenne non è stato nemmeno ricambiato con un saluto e mi spiace. Non avevo forze. Il traguardo è davanti e l’effetto dopo un sacco è bellissimo.  Avevo bisogno di due cose in quel momento: sedermi e provare a bere. Non è la prima gara col caldo, ma non mi ricordo di esserne uscito così sfatto nemmeno al mio primo ironman.

Rimini Marathon finalmente ti ho vissuta. Sei stata dura da prendere e gestire, ma grazie di tutto quanto. Mi hai insegnato tanto e mi hai fatto rimettere in gioco. Il resto -forse col tempo- lo capirò. Nel mentre io ci corro sopra.

Alla fine le riflessioni post maratona sono personali.

Il crono ed i primi pensieri …

Rimini Marathon 2018: Il cronoChiusa la maratona bisogna fare le prime considerazioni.

La #riminimarathon è stata la mia numero 48 ed una vera e propria agonia per via del caldo. Avrò da riflettere molto dopo questa esperienza. Che dire? A Rimini si deve venire per la #piada …. Che è meglio!

Quelle righe appena scritte le ho pubblicate sui social poco dopo la corsa. Chi ha subito la peggio sono state le mie spalle. Poco dopo la corsa erano rosse, ma nel giro di qualche ora erano scottate da non riuscire ad appoggiarle.

Vedendo il crono è stato chiaro il crollo della seconda parte di gare. Non mi serviva leggere il numero per quantificare il quanto ho camminato.

Dopo avere ripreso conoscenza e lucidità ho scritto ai miei coach. Sapevo di avere mancato il tempo delle “scommesse” ma non potevo farlo per via del caldo. Non mi potevano nemmeno sgridare, visto che l’accordo era di finirla.  L’ho finita per una serie di motivi.

La numero 50 è vicina. Quello che mi spiace è il non poterla festeggiare dove vorrei io, ma va bene così!

La Rimini Marathon è molto di più …

Rimini Marathon - Medaglia

Lo ammetto. Uno dei motivi scatenanti per l’iscrizione alla maratona è stata la medaglia. La foto non rende giustizia. Non si vede la faccia sfatta, ma l’ultimo aggiornamento del P10 mi ha introdotto il “filtro pialla” e sono uscito così.

Detto questo sapete che cosa vi dico? La Rimini Marathon non è solamente una maratona. Il buon “patacca” ha messo in piedi un grandissimo evento e sono proprio contento di averla corsa.

Il caldo era tanto e su questo gli organizzatori non potevano farci nulla. Quello che hanno fatto è renderci la loro Maratona “più semplice” fornendo i ristori all’inverosimile per darci la possibilità di integrare al meglio.

Non amo il mare. Non amo il caldo. Ma ormai vi adoro con la vostra Maratona. Avevo detto e/o pensato il classico “mai più” però alla fine sappiamo benissimo cosa succede quando si fanno questi pensieri. Certo, a Rimini verrai per la piada ma prima bisogna correre.

Ho tantissimi ricordi legati a questi tre giorni in terra romagnola e non solo sportivi: amici, le piade e le piade ancora da provare.

Un grazie a tutti quanti per questi giorni. Dall’ospitalità, al ritrovare amici di vecchia data ed amici nuovi sono i ricordi che mi porterò dietro da questa esperienza.

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