Ultramaratona della Pace sul Lamone 2018

La decima edizione della Ultramaratona della Pace sul Lamone si è svolta domenica 14 Gennaio nella famosissima  località di Traversara in provincia di Ravenna. Una gara per me importante che ha segnato nel lontano 2010 il passaggio oltre il muretto della distanza Maratona. Oltre alla manifestazione per me è l’occasione di vedere diversi amici e sopratutto trovarmi al pasta party finale dove regna un pranzo degno di nota come non mai. Tanto per ingolosirvi stiamo parlando di tagliatelle al ragù, piada con salumi & squacquerone ed infine dolci.

Ultramaratona della Pace sul Lamone: l’iscrizione ed  i giorni precedenti

Per raccontare il momento dell’iscrizione bisogna tornare indietro a fine settembre circa. Era un periodo in cui non riuscivo a correre moltissimo, ma avevo voglia di riprendere. Era un periodo in cui mi stavo sentendo spesso con Enrico Vedilei per altri motivi.

Proprio da lui ricevo la mail dove annuncia la sua gara. Avevo già in mente di chiamarlo nel corso di quella giornata. In quel momento ho bloccato il portatile, preso il cellulare e sono uscito fuori dalla stanza.

Parte la chiamata:

Enrico, io ci sarò!

La situazione era semplice: correvo a fatica una decina di chilometri. Lì dovevo correrli almeno quattro volte.

Ammetto qualche timore o varie, ma alla fine il “vantaggio” della gara di Enrico Vedilei è l’essere su più giri. Partirò per finirla, ma prima di cominciare ogni singolo giro valuterò il mio stato e decido.

Ultramaratona della Pace sul Lamone: La gara

Uscivo dalla Maratona di Crevalcore e nonostante tutto le gambe stavano bene. Sapevo che per arrivare in fondo dovevo passare nuovamente il trentesimo chilometro e questo mi portava a rivivere lo stato della settimana precedente.

La magnifica “Ultramaratona della Pace sul Lamone” si snoda in un anello da sei chilometri e qualcosa da ripetersi ben sette volte. La strategia è semplice e molto chiara: un giro alla volta e vediamo come mi sento prima di partire.

La gara comincia e sento le gambe stare bene senza la fatica della settimana precedente. Diciamo che al primo giro era quello che mi aspettavo, ma la gara è ancora molto lunga. Tutto potrà capitare e tutto dovrò prevedere di gestire. Per tutta la gara terrò i battiti sotto controllo in modo da non eccedere nello sforzo.

Un passo dopo l’altro comincio a vedere scorrere i chilometri sul display del mio “Suunto Ambit3 Peak HR” e questo mi rende sereno perché stavo bene pur sapendo quanto manca alla fine della corsa. Più corro e più mi sento bene. Secondo me il buon Enrico Vedilei ha consacrato il terreno di gara per farci divertire al meglio e stare benissimo.

La sola nota di sofferenza l’ho vissuta durante la fine del sesto e penultimo giro. Ha cominciato a prendermi un senso minimo di vomito e non capivo. Fortunatamente al ristoro a fine giro il buon Ermanno mi ha dato un bicchiere di tea caldo e mi ha miracolosamente fatto passare il tutto.

Anche i miei piedi stavano benissimo nonostante le Hoka Clifton 4 che la settimana prima mi avevano fatto piangere a Crevalcore. Mi sono giocato due unghie con annessi piedi viola e fitte. Questa volta visto che l’esperienza insegna, ho messo delle calze più sottili per lasciare un minimo di spazio in più alle dita.

Ultramaratona della Pace sul Lamone: Il traguardo

Il settimo (ed ultimo giro) per me è stato il vero viaggio di questa manifestazione. In un “solo colpo” stavo andando a raggiungere la maratona, la distanza ultra ed una nuova medaglia.

Sto bene, sto in piedi e sto correndo. Faccio una serie di valutazioni e poi la decisione: aumento il ritmo e provo a correre alzando i battiti.

E’ passato tutto. Sto bene e riescoo a correre. Sono già oltre il quarantesimo chilometro e corro senza dolori. Mi mancava davvero questa sensazione.

Essere oltre il quarantesimo chilometro e stare bene non significa averla finita. Mancano ancora quattro chilometri e tutto può succedere.

Mantieni la calma. Il tempo passa, l’asfalto (o il terreno) si sposta sotto i tuoi piedi ed il traguardo si avvicina.

Dentro di me un sacco di pensieri. Tutto quello che non ho fatto nello scorso anno per una serie di motivi. Tutto quello che sono riuscito a fare (o provato a fare) da Ottobre 2017. Ed a questo cosa aggiungo? Due gare lunghe in otto giorni. Una rivincita su tutto ed un augurio per il 2018,

Tra questi pensieri arriva il campo da calcio, poi le docce ed il rettilineo finale. L’arco ed il “punto di riferimento” per poterlo tagliare. Non ci credo, ho conquistato anche la decima “Ultramaratona della Pace sul Lamone” e sono davvero felice.

Questa medaglia al collo ha un valore veramente speciale: GRAZIE DAVVERO 🙂

Ultramaratona della Pace sul Lamone: e dopo?

Ogni tanto facevo pronostico mentale del tempo finale e devo dire di averlo preso in pieno. Non è il mio tempo su quella distanza, ma va benissimo così visto che dalla  “Ultramaratona della Pace sul Lamone” sono uscito indenne standone benissimo.

Inoltre -rispetto alla settimana prima a Crevalcore- sono riuscito a correrla tutta quanta senza camminare e/o stare male da trascinarmi. Quindi zitto e non mugugnare Andrea.

Subito dopo la corsa ho scritto sulla pagina facebook il seguente post

… e poi suona la 44* quando meno te lo aspetti e soprattutto come non ti aspetti! Non è un caso la scelta di mettermi in gioco proprio qua …

Ho detto quarantaquattresima? Mi sono sbagliato, sapete? Ho scritto al club dei super maratoneti e mi hanno detto che le maratone effettuate durante i tre ironman hanno valore. Quindi? Sono a quota quarantasette! Chissà se riuscirò a festeggiare la cinquantesima dove ho in mente!

Enrico, dimmi una cosa: quanto manca alla prossima edizione? Qua ho già voglia di correrla nuovamente, che è meglio!

 

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