Maratona di Crevalcore 2018: il nulla alla seconda!

La “Maratona Crevalcore” non l’avevo mai corsa prima di questa edizione appena conclusa. Conoscevo solamente una serie di leggende metropolitane legate a questi 42Km da portare a termine in due giri esattamente uguali nelle campagne bolognesi. Queste leggende narrano non di draghi sputa fuoco o di castelli diroccati. Le leggende della “Maratona di Crevalcore” narrano di un tratto di sterrato, di un cavalcavia e del nulla cosmico da affrontare tutto per ben due volte.

Maratona di Crevalcore: dove la leggenda ebbe inizio!

La leggenda risale all’anno 2016 quando un mio amico dopo averla portata a termine ha (quasi) smesso di correre. Da quel momento ogni volta che lo incontravo mi raccontava i suoi racconti epici e biblici.

I suoi racconti alla fine di tutto si chiudevano sempre con l’unica frase degna di nota dal suo punto di vista:

Potrai avere vinto anche la New York City Marathon, ma se non hai fatto almeno una volta la “Maratona Crevalcore” non sei assolutamente nessuno.

Dopo un lungo trascorso sportivo anche da parte mia per altri motivi finalmente si è giunti alla convocazione durante una pausa pranzo:

Maratona Crevalcore 2018 – sarà lì la grande sfida tra noi due per il campionato mondiale!

Una volta lanciata la sfida non si è più detto nulla e visto il mio trascorso di non lunghi ho lasciato stare. Il mio “orgoglio” e voglia di correre non poteva restare in silenzio. La voglia di fare la fesseria di fine anno non mancava. Risultato? Che “Maratona di Crevalcore” 2018 sia!

Maratona di Crevalcore: The Race!

Partivo sapendo di non avere chilometri nelle gambe ed un allenamento pari a nulla. Sono due giri e me li gestisco bene. Questa è la teoria. La verità è che sono partito bene per poi andare a rane nel secondo giro.

Il primo giro della Maratona di Crevalcore è stato semplice e veloce. Una percezione quasi di “più corto” rispetto a quello che segnalava il mio Ambit3 Peak ed era trascorsa “solamente” 1h54m circa dal via. Ho detto “solamente” perchè alla fine quando ti diverti il tempo vola. Avevo affrontato il tratto di sterrato ed il temutissimo cavalcavia. Alla fine mi sono anche divertito ed ero pronto a ripetere il tutto.

Comincia il secondo giro e sento le gambe ancora in forma. La speranza di replicare non mancava, ma la razionalità qualche dubbio lo mostrava. Non mi restava che correre ed andare avanti.  Le gambe stavano bene, ma al trentesimo chilometro comincio a sentire i primi segnali di cedimento e così decido di “rallentare” ammesso sia possibile. Arriva il trentaduesimo chilometro ed il segnale delle gambe è inequivocabile: noi non giochiamo più con te oggi, sei grande vedi di arrivarci da solo in fondo! 

Mancano una decina di chilometri, ma in queste condizioni sono lunghi e difficili da affrontare. Tra il chilometro 32 e 35 mi veniva da vomitare. Fortunatamente la coca cola bevuta al ristoro ha generato un rutto libero di dimensioni epiche ed ha fatto passare la nausea. Il problema è che mancavano ancora sette chilometri e le gambe erano stanche.  Fortunatamente tra una camminata ed una corsetta mi sono agganciato ad un gruppetto ed ho proseguito sino alla fine con loro.

Maratona di Crevalcore: Il traguardo

Sapete che vi dico? Non ho vinto la New York City Marathon e non la vincerò mai, ma IO HO FATTO E FINITO LA MARATONA DI CREVALCORE! 

Nonostante la faccia imbruttita l’emozione del traguardo è stata tantissima! La medaglia al collo dopo una lotta lunga 42Km mi mancava perché alla fine era dal 2016 che non la ricevevo.

I primi pensieri dopo il traguardo sono stati diversi e svariati. Uno tra questi è stato il non volere correre le maratone individuate nei prossimi mesi per via delle gambe segnate e provate da questa esperienza. State tranquilli, questa fase è già finita perché il giorno dopo ho già fatto partire iscrizioni come se non ci fosse un domani.

La medaglia era ancora al collo e mi sono fatto un selfie per immortalare il momento. Non è solamente una medaglia o altro.

Alla fine mi sono iscritto quasi per gioco a Crevalcore con la questione “Crevalcore 2018 campionato del mondo” dopo la sfida che mi aveva lanciato il mio amico una pausa pranzo. Sapevo di non essere pronto visto che il mio ultimo lungo era stato a Luglio (si, hai letto benissimo) e di non avere chilometri nelle gambe, ma volevo provarci ugualmente perché mi mancava quel numero. Alla fine è non stata dura come temevo. Sapevo che non l’avrei corsa tutta, ma già farne 30 “bene” anche se a 5.10/km per me adesso è ottimo. sui restanti 12 ho da lavorare, ma ho tempo. Inoltre a dirla tutta a me il percorso non è dispiaciuto: è il classico butti giù il testone guardi la riga bianca.

Il mio amico -che non essendosi presentato- ha perso automaticamente il campionato mondiale mi ha chiesto se la medaglia fosse rubata. Fate voi che amici mi trovo e che grado di fiducia.

Maratona di Crevalcore: nota di servizio

Dalla prima foto si vede bene che ho gli auricolari per la musica in corsa e questo non è da me. Erano spenti. Erano una finta. Volevo evitare persone sconosciute e/o dialoghi indesiderati. Ero io, quella riga bianca, 42Km da fare ed una medaglia da andare a prendere.

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