Cardiofrequenzimetro: Fedele alleato o acerrimo nemico?

cardiofrequenzimetroIl mio primo incontro col cardiofrequenzimetro risale al lontano 2005 quando ho cominciato a pedalare in Mountain Bike e notavo che ero sempre stanco in salita con una tachicardia fuori dal comune. Così ho acquistato un contachilometri Polar con cardiofrequenzimetro. A mio avviso erano solamente numeri senza significato. Sapevo solamente una cosa: più diventavano alti, più facevo fatica e dovevo rallentare. Semplice no?

PREMESSA: Questo articolo non vuole essere una spiegazione di come impostare, configurare e valutare un cardiofrequenzimetro ed il proprio stato cardiaco. Non ho assolutamente delle competenze mediche o sportive per dare consigli. Vuole essere il mio racconto di come siamo entrati in sintonia nel corso degli anni.

Cardiofrequenzimetro: l’inizio di un lungo amore …

Nonostante quella bellissima teoria, le nozioni lette in rete, il passaggio al mondo Garmin (ed infine al Suunto)  per me il tutto restava legato al mondo numerico. L’inizio del vero amore è stato verso dicembre del 2012 quando chiesi al mio amico di aiutarmi e seguirmi nella preparazione dell’Ironman di Klagenfurt.

Mi allenavo e guardavo i numeri soprattutto durante le infinite sessioni di rulli nei mesi invernali.  In corsa avevo fatto progressi enormi ed avevo capito su quali intervalli numerici stare sia nei lenti che in gara. Improvvisamente -dopo anni che la cercavo- la Maratona dal 2h59m è arrivata senza il minimo sforzo. Lì ho cominciato a capire che il cardiofrequenzimetro è davvero un alleato fondamentale. Stesso discorso per l’anno successivo in vista dell’IM di Lanzarote. I numeri dei ritmi sono passati in secondo piano, quelli del cardio in primo. Non mi era mai successo.

Cardiofrequenzimetro: La svolta della mia vita

Cardiofrequenzimentro - Fascia GarminA fine 2014 -a seguito di alcuni avvenimenti personali- avevo bisogno di una sorta di riscatto per me, per la mia passione per la corsa su strada e la voglia di provare nuove esperienze.

Nel mondo teorico in quel periodo sarei dovuto essere in piena forma fisica vista la preparazione per l’IM di Lanzarote. Purtroppo quella preparazione è andata a farsi friggere a seguito di altro. Così -per dirla breve- sono dovuto ripartire da zero. L’obiettivo però questa volta era ambizioso: la 100 Km del Passatore.

Ho ripreso a correre su strada negli ultimi mesi dell’anno 2014 e poi con l’inizio del 2015 ho cominciato a farmi seguire da un preparatore.

Ho seguito tutti i compiti alla lettera e mi sono spremuto parecchio ed in allenamento ho sempre indossato il cardio, ma questa volta è stato ignorato. Il suo utilizzo era per la fase di analisi successiva e per girare più dati possibili come risultato dell’allenamento fatto al mio preparatore.

Sono stati mesi strani, dove ho imparato a guardare molto meno i numeri sul display. Ho imparato a guardare più dentro di me sapendo e capendo che una distanza lunga non è una cosa da poche ore dove i numeri possono avere il rilievo.

Nei mesi a seguire -soprattutto su strada- ho notato una corsa molto più veloce e migliorata con un battito più basso. Dando un limite superiori ai battiti come ritmo medio sono arrivato a chiudere diverse mezze poco sopra gli 85/87 minuti senza difficoltà.

Cardiofrequenzimetro: La perdita ed il ritorno a casa

Cardiofrequenzimetro SuuntoEra un sabato mattina di Maggio 2016 quando ho fatto il primo dei due lunghi di carico previsti per quel fine settimana. Mi sono cambiato a fine allenamento ed ho messo via tutta quanta la mia roba sportiva tornando a casa. Tutta? Col senno di poi direi di no. La mattina dopo ho scoperto di avere perso il sensore cardio “suunto smart sensor” e questo mi ha creato parecchi disagi.

Avevo fatto quasi tutta la preparazione alla LUT 2016 col sensore e trovarmi senza a circa 30 giorni dalla gara non sapevo cosa fare. Nel mentre avevo anche la 100Km del Passatore da affrontare come ultimo lungo.

Ho deciso di rimandare l’acquisto a dopo la Lavaredo Ultra Trail sapendo benissimo che attivando il sensore cardio il mio Suunto Ambit3 Peak avrebbe avuto una durata della batteria non adatta ai miei ritmi di gara.

Alla fine -grazie ad una promozione su Amazon- mi sono deciso ad acquistarlo nuovamente nel mese di giugno 2017. Mi è mancato tantissimo e correre indossandolo mi è di grande aiuto.

Cardiofrequenzimetro: 12 mesi di cambiamento

cardiofrequenzimetro: cuore okCome mai ho aspettato dodici mesi circa per comprare un nuovo cardio per il mio Suunto? La risposta è molto semplice e -come ho accennato in altri post- sono stati mesi in cui non ho potuto correre per dei problemi.

Non ero fermo del tutto. Correvo, ma veramente poco e molto lentamente. Ho macinato tanto fondo aerobico, vediamo un lato positivo per quanto minimo sia.

Nel momento in cui ho aumentato la distanza ho notato che il cuore reggeva bene lo sforzo. I battiti erano decisamente più bassi di quanto credevo. Dopo un lungo periodo no, questa è stata una bella soddisfazione. Non sono ancora riuscito -anche perché non ho nemmeno voluto provarci- a portarli a pieno regime raggiungendo il mio massimale di sforzo.  Intanto allo sforzo del ritmo medio -anche se a livello di velocità il tutto è cambiato- ci resto comodo e corro bene. Per verificare tutto il resto ho tempo.

Se volete cercare i vostri intervalli teorici esistono diverse formule che potete reperire con una semplice ricerca su google. In alternativa vi consiglio una visita in un centro medico sportivo per fare il test ed avere i vostri valori personalizzati ed affidabili.

Cardiofrequenzimetro: quale tipologia?

Vi vorrei lasciare un consiglio personale su quale tipologia di cardio sia migliore oppure no. Io personalmente ho sempre usato quello con la fascia e vi consiglio quella. I dispositivi che rilevano dal polso correndo o appoggiando il dito personalmente non mi convincono. Opinione personale, nulla di più e nulla di meno. Ognuno di noi è libero di correre con lo strumento che ritiene più opportuno.

Cardiofrequenzimetro: Amico o Nemico?

cardiofrequenzimetro: come cane e gattoIn conclusione come possiamo definire il cardiofrequenzimetro? A mio avviso non possiamo definirlo “Fedele alleato” e nemmeno “acerrimo nemico” e sapete il perché? Una sorta di cane e gatto per rendere meglio l’idea.

Non è amico quando i risultati che mostra sono belli e ci piacciono. Non è nemico quando i dati non sono quelli desiderati. Lo reputo un alleato. Lo guardo, lo “valuto” in corsa come dato supplementare dopo avere sentito il mio stato di fatica.

Ora -rispetto anche allo scorso anno- lo sfrutto molto di più. Come?

  • In corsa: cerco di tenere i battiti su determinati numeri in base al tipo di allenamento che svolgo. Di conseguenza il ritmo varia e non è sempre costante.
  • A casa: monitoro i diversi segmenti su strava (=Strava for Dummies in 8 semplici mosse) per capire se c’è un miglioramento. Tenendo regolari i battiti, mi rendo conto se c’è miglioramento o peggioramento nei miei allenamenti. La giornata no -dove la fatica è fuori misura- non bisogna considerarla come tragedia.

Chiuso il post con una frase scritta l’altro giorno a fine allenamento ad una mia amica

Ad un certo punto sulla salita finale ero convinto di guardare il dislivello fatto. Mi sono sbagliato, quelli erano i battiti perché anche nella discesa finale aumentavano a dismisura.

Ed ora ditemi, quale sarà il vostro rapporto col cardio dopo questo articolo?

 

 

Seguimi

Andrea

Runner per passione & Programmatore at Dev di Carratta Andrea
Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo.Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rocke la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.
Seguimi