Rifugio Brunone: il lato oscuro dell’Orobie Ultra Trail 2017

Rifugio BrunoneIl Rifugio Brunone per me è sempre stato un luogo misterioso. Ho sempre detto “prima o poi ci andrò” senza mai mettere in pratica quel pensiero. L’idea di una salita come la sua mi ha sempre intimorito nel corso degli ultimi anni. Arrivano però momenti in cui l’istinto prevale su tutto e quella salita diventa un viaggio vero e proprio.

Venerdì-proprio durante lo svolgimento dell’Orobie Ultra Trail 2017- mi sono trovato sul sentiero di gara con la meta ben precisa: Rifugio Brunone!

Sorvolo sul sentiero e sulle sue caratteristiche. Quello che posso dire è che dubito di fare ancora una salita a questo ritmo, ma questo è il “dettaglio” di questo viaggio.

Un viaggio che si è concluso con un abbraccio vero, sincero e che non scorderò mai e poi mai. Ci continuo a pensare a quel momento. Nonostante dei “sentimenti contrastanti” mi emoziono ancora perchè so benissimo come è stata vissuta la salita.

Un viaggio  che alla fine ci ha reso più amici di quello che eravamo in partenza e che -nonostante tutto quello che è legato a quel momento- ricorderò sempre volentieri.

Rifugio Brunone: il lato oscuro dell’Orobie Ultra Trail 2017

La salita del Rifugio Brunone non è facile. Una chiave di volta per chi svolge l’Orobie Utra Trail. La mia salita è stata fatta col chiaro, ma la discesa è cominciata verso le 22.15. La mia prima volta col buio, la mia frontale che seguiva la tua e dall’alto si vedevano le luci dei concorrenti che salivano.

Il “lato oscuro” l’ho visto guardando il volto dei concorrenti che salivano. Le loro espressioni, i volti e gli sguardi erano palesemente segnati dalla fatica. Sapevano benissimo quanto ancora gli manca per arrivare a città alta. Eppure erano lì che in qualche modo lottavano con loro stessi. Si vedevano persone sedute, sdraiate ed altre “abbracciate” ai bastoncini per non lasciarsi vincere dalla gravità.

Inutile fare finta di non ricordare le tue parole durante la salita. Inutile ignorare i miei pensieri sull’argomento.

Il Rifugio Brunone per me è -e resterà- questo magnifico viaggio di un venerdì sera e notte. Non doveva succedere, ma è successo e di questa esperienze farò tesoro più che posso per il futuro.

Rifugio Brunone: La lunga discesa

Innegabile che a gambe stanche, col buio e la somma di tanti fattori la discesa risultasse molto più lunga. Inoltre attenzione primaria ai concorrenti visto che eravamo in senso contrario rispetto alla gara. Nonostante tutto ho sempre potuto contare sulla tua frontale che mi ha aiutato a scendere nonostante -in molta teoria- doveva essere il contrario.

Interminabile, bellissima ed emozionante senza il minimo dubbio però la voglia di arrivare in quella civiltà che si stava avvicinando era tantissima. L’ultimo tratto è stato il più lungo e la voglia di toccare l’asfalto anche.

Una discesa di sofferenza chiusa con un altro abbraccio più che sincero. Un’esperienza giunta al termine che in un modo o nell’altro ha segnato tutti quanti. E’ la montagna. E’ il mondo del trail running. E’ il mondo -soprattutto- dell’amicizia che spegne tutti i social network e diventa reale come non mai.

Per me  è stato un “rifugio brunone” molto alternativo visto anche il ritmo, ma forse per questo ora il rifugio ha ancora più fascino. Inoltre ho promesso al rifugista di tornare a trovarlo e quindi mi toccherà andare su a breve.

 

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