La discesa a cinghiale ed i pessimi istinti che mancavano

Discesa a cinghialeRicordo il concetto di “discesa a cinghiale” ed il momento in cui è entrato nella mia vita. Volevo migliorare in discesa e così ho cominciato a cercare in rete. La mia tecnica era scarsa e stavo preparando la Lavaredo Ultra Trail. Ogni informazione utile a migliorare e non farsi male era perfetta e ben gradita. A dire il vero nemmeno ora, ma sorvoliamo su questo dettaglio.

Avevo visto passare un link dal titolo “La Discesa Nel Trail Running: Alcuni Consigli” sul blog dei mud and snow. L’autore un certo “Gianluca Di Meo” ai tempi era quasi un perfetto sconosciuto. Poi col tempo siamo diventati amici sui social network e conosciuti di persona.

In quel post scriveva la sua tecnica di discesa e la definiva in modo divertente:

La mia tecnica consiste nel buttarsi giù a “cinghiale” e balzare come se fosse una corsa ad ostacoli; mentre sono in volo ho tempo per vedere dove mettere l’altro piede e rimbalzare.

Questa definizione mi è rimasta molto in mente anche perché mi capita spesso di saltellare anche per cercare di ridurre la velocità. Una tecnica che uso spesso se il terreno mi porta a correre. In questo modo il rischio di farsi male è “ridotto” e come dice lui nell’articolo c’è modo di capire dove si metteranno i piedi.

Tornando a me …

Erano mesi che non andavo in montagna per via di un problema. Fare il cinghiale nei collinari non è come farlo in un trail. Oggi invece ho voluto tornarci per un motivo specifico, ma avevo tutto in mente tranne che correre. Finito il giro in quota mi mancava l’ultima discesa e l’idea era quella di camminarla come buona parte del giro.

Gli occhi si posano sul sentiero. La mente lo conosce e se lo ricorda nonostante tutto. Il terreno è veramente uno spettacolo. Mi sono innamorato subito. Ho lasciato andare le gambe. Un mix di foglie, sassi, radici ma soprattutto fango mi rende felice come un bambino. Il terreno nonostante tutto si lasciava correre e si scendeva veloce.

La tecnica a cinghiale non l’ho persa per mia fortuna. Ho perso la velocità e l’istinto suicida dello scorso anno.

E poi c’è l’imprevisto …

Stavo scendendo bene e forse anche veloce. Con lo sguardo sempre avanti, i saltelli alla cinghiale style e la mente attiva mi trovo costretto ad inchiodare. Prima di tutto ci vuole il controllo in discesa ed ho dimostrato di averne oggi. Quel tronco di taglio non era lì quando l’ho fatta l’ultima volta. La foto non rende, ma per oltrepassarlo sono passato sotto quasi strisciando.

E dopo l’imprevisto?

La discesa mi aveva preso bene. I tratti fangosi non mancavano e mi divertivo come un bambino nel saltellare a destra e sinistra. Ho fatto andare le gambe e correvano volentieri. Poi -purtroppo- il fango è finito e sono tornato sul pezzo sassoso. Ho corso anche li e forse ho esagerato.

Ho sofferto il cinghiale…

Sentivo le macchine dallo stradone e sapevo di essere alla fine del discesone. Le gambe tenevano quasi decentemente e permettevano di fare il cinghiale. Il fisico non era con me. Mi sono spremuto troppo ed il conto è arrivato quando meno mi aspettavo.

Il tratto di rientro finale  post discesa questa volta l’ho fatto su asfalto sperando in un miglioramento. Nulla da fare, mi ero fatto prendere la mano troppo nei quattro chilometri precedenti.

Ho chiuso quasi camminando ed una volta arrivato ci ho messo diverso tempo a tornare alla normalità.

A dirla tutta …

Sono salito e sono sceso. Mi mancava tutto questo. Non posso lamentarmi. Lo sapevo che era un rischio, ma quando il sentiero ti prende per mano cosa si può fare? Nulla, si può solamente farsi accompagnare da lui.

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Andrea

Runner per passione & Programmatore at Dev di Carratta Andrea
Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo.Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rocke la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.
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