Tornare a fare Trail, quello che piace a me …

Tornare a fare Trail è la definizione ideale per questo lungo week-end col ponte.  A dire la verità forse non avevo mai smesso. Era una pausa momentanea dove la corsa era ridotto e l’andare per sassi ancora di più.

Poi -una serie di eventi, di varie ed anche di eventuali- si mettono a giocare coi fili della tua vita e capisci quanto ti mancavano certe emozioni e soprattutto certe fatiche.

Giovedì è scattata la prima molla di questo meccanismo. Dopo un sacco di tempo ho fatto un TA (=trail autogestito, per gli amici) di quasi cinque ore in perfetta solitudine.

Ho capito che qualcosa dentro di me era scattato quando mi sono portato a fare il tratto tra la chiesetta del Blum e la Croce Parè. Mi sentivo bene e non mi capitava da tempo.

Le gambe spingevano e salivo rapidamente. Mi mancava il cuore in gola in quel modo, ma era quello che volevo. Arrivato su ero felicissimo perché sapevo -o meglio sentivo- di essere salito bene. La mente nel frattempo ha cominciato a viaggiare al prossimo anno. (=vedi Quassù sognando Orobie Ultra Trail 2017: Le riflessioni del 317)

A conferma delle mie sensazioni sulla salita alla croce c’è stato il segmento su strava dove ho registrato il mio migliore tempo su quel tratto di sentiero.

Per quel motivo ho deciso di proseguire sino al Monte Valsacco. Una volta arrivato mi sono dimenticato di tutto e mi sono messo in connessione con la natura e mi sono rilassato lasciandomi coinvolgere dalla sua sensazione di pace. Mi è persino dispiaciuto scendere, ma non potevo restare lassù all’infinito.

Tornare lassù è già in programma. Superare quel punto per andare a provare un altro tratto del percorso Orobie Ultra Trail anche.

Per questa mattina avevo in mente un bellissimo TA andando al Rifugio Curò. Peccato che non sia andata come da programma.

Ho deciso -in maniera razionale- che avevo voglia di correre un collinare cercando di forzare il ritmo.

Perché?

Salire e scendere sempre non è possibile. Serve anche della distanza e della spinta nelle gambe. Così ho trascorso circa quarantacinque minuti facendo andare le gambe tra sali, scendi, sassi, radici e fogliame.

Un buon test dove le gambe hanno davvero tenuto bene e retto il ritmo più di quanto mi aspettassi. So che potrei chiedere di meglio, ma voglio lasciare il tempo al fisico e non stressarlo subito.

Ormai il “periodo di ferie” è quasi finito ed a Giugno ci sarà nuovamente un obiettivo da provare a realizzare.

E come ho detto giovedì sera …

Sono tornato a fare #Trail e la cena di questa sera lo può confermare … #sapevatelo

… e questo vuole dire che l’appetito viene sassando e la cosa mi piace davvero tanto!

 

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