Presagi, la montagna e gli incontri non casuali

Presagi o forse quelle strane sensazioni che ti porti dentro da diversi giorni. I pensieri non viaggiano in maniera casuali.  Quando il tema è la montagna il tutto si complica.

Sono state delle lunghe ore da venerdì mattina, quando un amico mi ha mandato un whatsapp che ha riportato alla mente delle mie strane idee abbandonate da tempo.

E poi? Si è aperto il week-end sportivo. Una notturna venerdì sera, un sabato inaspettato anche se non sportivo e poi oggi. (Silenzio, la natura comincia a dormire)

presagi-la-montagna-gli-incontri-non-casualiUn sentiero su cui non dovevo essere. Due runner che arrivano in senso opposto. Un saluto e poi li riconosco. Incredulo mi fermo e saluto. Stringo la mano a lui presentandomi.

Mi hanno detto la loro destinazione. Era anche la mia, ma il sentiero per arrivarci non era lo stesso. Non ho nemmeno pensato di unirmi a loro. Non avrei retto cinquanta metri al loro passo.

Incredulo dell’incontro ho preso quel sentiero che mi tormenta nella mente. Il 317 con destinazione chiesetta del Blum.

Ero più felice di un bambino, perché con la mia mente ero tornato a quel pomeriggio dove ho sentito per la prima volta quel nome per via di quello che stava facendo e non capivo.

Quella salita, quelle creste, quel masso che indicava il sentiero ed il pensiero a quel sabato di Agosto quando mi sono trovato a togliere le balise sul sentiero dopo la gara (vedi roadtoout2017: le coincidenze non esistono, ma quel segnale che )

presagi-la-montagna-gli-incontri-non-casuali-cresteArrivato su al Blum l’incontro si è replicato, ma con due parole con poco più calma. Stavano cominciando la discesa ed io ero negli ultimi metri di salita.

Una serie di pensieri fissando il paesaggio e poi ho cominciato anche io la mia discesa. Mi sono divertito parecchio tra fogliame e fango. Dovevo stare attento perchè i pensieri erano fissi su quel dialogo breve.

Mi sono fermato a guardarla. E’ una cresta bellissima da fare. In questa stagione dai colori magnifici e fogliame è stata resa più magica. Mi mancava quel passaggio e quei sentieri.

Nella discesa ho concluso una riflessione di base:

Molto probabilmente le mie ultime 96 ore sono state scritte da Odino. Mi ha mostrato quali sono le mie armi di battaglia, il mio scudo e dove dovrò / come dovrò combattere. Dovrò fare da Tank (gioco a wow) della mia vita sportiva e non aspettare che sia qualche altro elemento ad aprirmi la strada. Odino non mi ha messo davanti a certi pensieri per puro caso. Nemmeno mi ha cambiato i piani del week-end casualmente per farmi finire su quel sentiero oggi. Nemmeno mi ha messo davanti a quell’incontro casuale. Ora tocca a me impugnare lo scudo e la mia spada. Presagi? Ho solo un modo per scoprirlo. Si torna sul campo di battaglia!

E detto questo? Sono davvero felice di essere senza certificato medico. Sicuramente sarei stato altrove e non lì. Forse, perché la voglia di gareggiare è rimandata al prossimo anno.

I miei presagi? Forse non erano così privi di senso …

 

 

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