GTO 2016: un viaggio sola partenza

GTOIl GTO 2016 è stata una sola partenza. Il terzo DNF dell’anno per quanto riguarda le ultra ed in particolare tutti nei trail.

Essere non finisher al GTO per me è dura più delle altre gare.

Amo queste montagne e questi luoghi.

Oggi non le ho onorate come avrei voluto.

Purtroppo non stavo nuovamente bene.

In partenza mi sentivo già come alla LUT quando ho cominciato a non stare bene.

Il problema si è fatto sentire abbastanza rapidamente.

Nella discesa dal passo gemelli ho messo giù male una caviglia e mi dava noia.

Sono arrivato all’Alpe Corte abbastanza sfinito e dolorante.

Se fosse stata una gara per il tempo finale mi sarei ritirato li. Voleva essere un viaggio e così sono andato avanti camminando.

Un camminare che è diventato sempre più pesante e difficoltosa con l’aumento della distanza e del dislivello.

Non so bene come arriva Capanna 2000 e mi avvio verso Zambla.

Una decina di chilometri circa, ma sono stati il mio incubo peggiore.

Se già non girava la giornata in quei momenti è stato blackout totale.

Ho ripensato ad una scena a cui ho assistito in un trail nel 2014 dove ho detto: il giorno che mi arriverò a provare quella sensazione sarà il giorno che rivredò i miei limiti e le mie passioni.

Quel giorno è stato oggi. Me lo ha detto in ogni modo il mio fisico nei giorni precedenti. Oggi -visto che non l’ho ascoltato- mi ha messo davanti al fatto compiuto.

Ho vomitato un paio di volte e questo è stato il colpo finale. O meglio, uno dei due colpi finali …

Se già da tempo la camminata era pesante, le gambe hanno cominciato a rifiutarsi di muoversi in discesa o salita.

Vedevo la base vita di Zambla e pensavo a so io chi ed a cosa.

Arrivo “strisciando” alla base vita. Mi chiedono di controllare lo zaino.

Gli dico che mi ritiro e mi siedo a mangiare.

Ho rischiato di vomitarlo live il brodo caldo.

Nulla. Il GTO non è stato per me questa.

Lunedì si riparte con una “nuova avventura” personale con la speranza di uscirne migliorati anche in questo ambito.

Le Orobie sono qua

Io anche

Ed i sentieri mi aspettano …

Non sarò in città alta questa sera a bergamo per festeggiare.

Brucia per certi versi, ma la salute prima di tutto.

Ho promesso che non “mugugnerò” prossimamente … bhe … almeno ci provo 😉

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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