Cocci di un sogno da raccogliere: LUT2016

LUT2016 Pettorale 348I cocci di quel sogno chiamato LUT2016 sono tanti. Li devo solamente raccogliere tutti e rimettere in ordine.

Questi cocci non li romperò in altri piccole parti preso da nervoso o rabbia. Credo che li guarderò, li studierò e farò di loro un tesoro molto prezioso.

Riassumere in un post tutta questa esperienza è davvero difficile se non impossibile. Un sacco di amicizie, di ricordi e di segnali che ti cambiano dentro oltre all’esperienza sportiva.

Ho poche persone da ringraziare particolarmente e nello specifico.

A chi è stata con me nel corso di questi mesi di preparazione che ha sopportato i “miei mugugni” tra alti e bassi  come umore.

Al mio preparatore che ha fatto un ottimo lavoro facendomi cambiare il modo di vivere la montagna e lo sport. Poi ci sono tutti gli amici che mi hanno aiutato e sostenuto. Non dimentico nemmeno loro.

La mia LUT è cominciata giovedì con l’arrivo a Cortina. Una lunga giornata di attesa tra il ritiro del pettorale e giri vari per l’expo in cerca di amici. Poi la sera una gita sul percorso della Sky per vedere delle montagne dall’alto.

Avere questo pettorale trasmette una responsabilità enorme. Vederlo tra le proprie mani trasmette il significato di quello che a breve diventerà realtà.

LUT2016 Prima della PartenzaIn tutta sincerità il momento più toccante del pre gara è stata la preparazione della sacca da mandare a metà gara. Ti mette davanti al fatto compiuto che la gara è lunga e devi prendere delle decisioni fondamentali: cosa mi servirà prima? cosa dopo? cosa posso lasciare giù di quello che avrò con me?

Il fatidico giorno arriva e non resta che attendere le 23 per la partenza. Tra i giri all’Expo, quattro parole con amici e varie la giornata vola via sotto un sole molto caldo.

Nel pomeriggio, durante uno dei miei ultimi giri per l’expo, ho ricevuto una raccomandazione dal mio preparatore: non pensare a nulla! Frase breve e sincera che ho fatto mia soprattutto nelle difficoltà.

Il tempo scorre e  verso le 21 ha cominciato a piovere senza sosta con annessa grandinata. Fortunatamente ha smesso del tutto prima di andare verso la partenza e ci ha evitato una partenza bagnata.  Ho incontrato diversi amici in quei sessanta minuti prima del via ed ha reso l’attesa molto più piacevole. Tanti momenti, ma pochi se non uno solo che terrò con me per sempre. Quei momenti che ti segnano e ti cambiano.

Ormai manca veramente poco e bisogna entrare in griglia. Non credevo fosse così difficile. Purtroppo nella ressa ho perso subito il mio amico. Non siamo nemmeno riusciti a fare la partenza assieme. Ricordavo lo scorso anno quando ho visto la partenza da esterno.

Sono invidioso … avere visto la partenza della LUT è stata una vera è propria emozione! In bocca al lupo ragazzi e buon viaggio con voi stessi! Ora ultimo check borsa e nanna, domani tocca a me col Cortina Trail! 🙂

Venerdì ero dentro il fiume di persone pronte ad affrontare questo viaggio. Un viaggio che sapevo cambiarmi per sempre. Ero preparato ad ogni risultato. Se desidero finire una gara al 100% ero nel posto sbagliato. Se volevo mettermi in gioco e provare emozioni uniche sapevo di essere nel posto giusto.

cocci-un-sogno-raccogliere-lut2016

Sguardo spento e verso il basso. E’ così che mi trovavo dopo il lago di Misurina. Appena sono finito nel mirino di #obiettivocattivo ha capito che qualcosa non andava dal mio sguardo. Un minimo accenno di sorriso,ma nulla di più. Eppure una quarantina di chilometri prima ero sorridente. Cosa è successo nel mentre?

Dopo la partenza sono stato cauto ed ho preferito restare imbottigliato in modo da evitare di correre e farmi fuori le gambe prima del previsto. L’emozione della notte è qualcosa di unico. Vedere il cielo, le stelle e la luna sopra di te potrebbe bastare. Quello che non immaginavo è il vederle in un contesto simile.

Ero li che camminavo immaginando tutti i cocci davanti a me. I cocci che ho seminato sul percorso distruggendo il sogno li sentivo tutti.

Un sogno andato in frantumi dopo circa quindici chilometri di gara. Ho cominciato a sentirmi poco di stomaco. Prima dei fastidi, poi dei fastidi non trascurabili ed infine sono cominciati gli attacchi di diarrea. Credevo che dopo il primo o massimo il secondo sarebbe tutto finito. Invece non è stato così. Senza sosta e senza tregua mi hanno tenuto compagnia per i restanti chilometri del mio viaggio.

Mi svuotavo e disidratavo. Faticavo a integrare sia solidi che liquidi. Sentivo che sarebbe finita male nel momento in cui ho preso coscienza della difficoltà di riempire i serbatoi. Purtroppo da vuoti non si può andare avanti.

LUT - Ristoro Rifugio Auronzo

Avevo superato il primo cancello in ritardo rispetto alle previsioni. L’idea era di arrivare al secondo cancello con calma avendo il tempo pur non stando bene.

La salita era davanti ai miei occhi e sotto i miei piedi. Il dislivello era poco e la mia teoria era semplice: arrivo, mangio, vado alle Tre Cime e poi  con calma cammino la discesa sino al ristoro dopo. 

Peccato che in pratica la situazione sia degenerata notevolmente. Più salivo verso l’Auronzo più sentivo il mio fisico cedere. Era diventato anche lui una serie di cocci da rimettere assieme prima del danno enorme.

Sentivo le gambe che non spingevano più. Sulla stessa linea anche le braccia che davano i primi segni di cedimento. I dolori e la poca nutrizione hanno dato il colpo di grazia. Oltre al cedimento sentivo anche i primi presagi di crampi e fitte. Ho alzato lo sguardo. Ho guardato dove si trovava il rifugio rispetto a me. Mi sono fermato inerme senza potere dire nulla. Mi sembrava lontanissimo. Avevo capito che tutti i cocci che avevo davanti ormai erano frantumati non più utilizzabili.

Ho pensato, mi sono scavato dentro e questo mi ha “fatto male” su certi aspetti.

Pensieri ed emozioni troppo intime & private.

Non possono uscire da me stesso anche per chi mi è vicino.

Per me i cocci della LUT2016 saranno sempre rappresentati da quei momenti

Non riuscivo quasi più a salire ed inconsciamente ho preso la decisione. Ho usato le ultime forze per trascinarmi sino all’ingresso dei rifugio. Sulla porta ho spento l’Ambit3.

Tutti i cocci del mio sogno si sono  disintegrati all’Auronzo. Il mio viaggio è terminato qua mentre cercavo di mandare giù un brodo caldo. Ho avvisato te, casa e pochi amici prima di consegnare il chip e dichiarare il ritiro ufficiale via sms all’organizzazione.

L’attesa della navetta per Cortina è stata lunghissima. Arrivato giù il mondo mi sembrava diverso. Il tempo di una doccia e di tornare in abiti civili prima di vederci. Vederti piangere per il mio ritiro è stato toccante e mi hai emozionato. Ho dovuto consolarti e rassicurarti che “stavo bene” anche se la giornata non era dalla mia. Tranquilla sono sceso con la navetta e non con le mie gambe, ma sono sceso intero.

Passo Giau Rifugio

Per la cronaca da sabato sera mi si è riaperto lo stomaco e sono riuscito finalmente a mangiare.

Finalmente è arrivata la domenica -giornata libera per entrambe- e perché sprecarla senza festeggiare la non lut2016? Una giornata intera al Passo Giau camminando sia in senso contrario la corsa che sul percorso verso la forcella.

Una domenica che non si dimentica facilmente. Non essere passato al Giau sabato e trovarmi lì in un contesto totalmente diverso mi ha detto molto.

Quando ho detto il pomeriggio stesso la seguente frase

Passo Giau – quest’anno non ci siamo visti correndo, ma solamente da turista.
Ci vediamo presto, promesso.
L’anno prossimo ad esempio?
Non lo so, ma mai dire mai nella vita 😉

Passo Giau LinguacciaErano passate poco più di ventiquattro ore dal ritiro. Chi mi conosce ha cominciato a dire che ero tornato nuovamente in me.

Ormai è già aperto il toto scommesse in merito alla LUT2017 da  parte mia.

Tutto è cominciato con una telefonata a Dicembre 2015. Poi la scorsa estate è bastata una foto mandata da un amico per incentivare il tutto.

Un Trail Impegnativo mi ha convinto a provarci. Ed io mi sono messo in gioco.

Una cosa è certa. Continuerò a fare trail, perché come mi “hanno” fatto notare domenica questo sono davvero io come non mai.

 

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