Presagi notturni in vista del Passatore

Stefano-Pelloni-Il-PassatorePresagi notturni in vista del Passatore cominciano a farsi avanti nella mia mente. Dopo i mille dubbi se iscrivermi oppure no (Passatore: Avevo giurato mai più, ma …) il tempo scorre e qualcosa dentro di me è scattato in sogno.

Probabilmente vedere passare su diversi siti o social network una serie di foto e resoconti della 50Km di Romagna corsa l’anno prima come test mi ha riportato tutto a galla in senso positivo.

La notte – quando l’inconscio prende la ragione – qualche molla è scattata divertendosi alla faccia mia.

Sono a Firenze vicino alla partenza. Il deposito borse non è il solito camion dello scorso anno. Si trova in una stanza antica e protetta da guardie armate. Decido cosa prendere e cosa non prendere. Tra le cose da mettere nella borsa in quella stanza lascio le mie scarpe da corsa. Ho deciso: il Passatore lo correrò scalzo!

Esco dalla stanza e vado senza nulla ai piedi alla partenza. Mi guardavano tutti male e non capivo come mai. Sarò libero di correre come voglio?

La gara parte e corro bene, spensierato ed immerso nella festa dei primi momenti.  Ad un certo punto una macchina mi si mette davanti e mi ferma. Scende il mio “servizio scorta” totalmente arrabbiata per via delle mie non scarpe ai piedi. Vengo obbligato a mettere un paio di scarpe da corsa che le erano state date apposta per me in vista della cento chilometri del Passatore. Non ero convinto, ma alla fine le ho messe.

Riprendo a correre e da subito ho sentito che qualcosa non andava. Il male alle gambe aumentava sempre di più. Non si tratta di un male da stanchezza. Si tratta di quel male che precede l’infortunio. Basta, mi devo fermare perché le fitte mi hanno oltre a tutte le gambe persino i piedi. I presagi su quelle scarpe appena viste si sono avverate. Dovevo ascoltarli e non  metterle.

Mi sento chiedere: come mai ti fermi?

A quel punto parte lo sclero da parte mia: te e le tue cavolo di scarpe! Correvo meglio senza! Mi hai rovinato la gara!

E da quel momento è cominciata una lite furibonda senza senso.

Morale della favola e del sogno? Non devo accettare scarpe da sconosciuti e diffidare di quelle non scelte dai miei piedi. A parte questo sono proprio curioso di sapere come sarebbe finita la litigata visto che la sveglia mi ha interrotto. Inutile dire che “Mai accettare caramelle e SCARPE dagli sconosciuti e non” bisogna estenderlo anche alle persone che si conoscono.

Chissà se questi presagi notturni nascondo altre verità?

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