Ultrabericus DNF: gara da dimenticare

Ultrabericus DNF: una gara da dimenticare! É questa la sintesi della gara di sabato. A dirla tutta il pensiero a fine gara é stato ben diverso:

… ‪#‎dnf‬ ‪#‎ultrabericus‬ – gara e giornata da dimenticare, ma ormai è andata! Chiedo scusa a tutti, ma non a me probabilmente! ‪#‎trail‬

ultrabericusOra vediamo  di fare un riassunto del tutto. Dopo la sveglia presto per arrivare a Vicenza con calma i piani sono usciti dalla teoria dovendo parcheggiare a 2,5km per evitare di dovere pagare il parcheggio. Non è questione di essere “pidocchiosi” ma trovo assurdo dovere sommare al costo della gara, trasferta e tutto quanto anche il parcheggio. Una volta parcheggiato e con una bella camminata sono arrivato al centro gara. Ho preso il mio pettorale e rivisto un sacco di amici coi quali ho trascorso il tempo sino alla partenza.

Ora veniamo alla gara vera e propria. Cosa posso dire? L’Ultrabericus é lunga 66Km con 2500D+  e questa non è una novità perché basta vedere il tracciato sul sito. Mi avevano avvisato che era una gara da evitare, ma l’ho scoperto solo dopo essermi iscritto. Non sono il tipo che si ferma ad un parere (che poi erano diversi sentiti anche in altre gare) e così ho provato questa esperienza. Conclusione? Ultrabericus? MAI PIÙ’! 

Ultrabericus 2016 AltimetriaNon so come definirla questa esperienza. Un trail dove mi sono annoiato così tanto proprio non me lo ricordo. La pineta dove corro abitualmente è molto più divertente. Dico solo che ho cominciato a pensare “ma quanto manca?”al dodicesimo chilometro sapendo la risposta: ben cinquantaquattro chilometri!

Ovviamente la sfiga quando ci si mette d’impegno porta a termine i suoi piani malefici. Perché non buttare fuori una giornata di caldo esagerato? Ho cominciato ad accusarlo sulla seconda salita e speravo passasse bevendo più frequentemente del solito. Arrivato al secondo ristoro mi sono fermato con calma a mangiare, bere qualcosa e poi sono sceso aiutando un mio amico che non stava molto bene. La discesa – per quanto semplice fosse – ha cominciato a pesarmi mentalmente. Il mio amico alla fine della discesa ha deciso di fermarsi. Io proseguo verso la terza salita.

L’agonia ha cominciato a prendere vita. Il caldo mi ha dato il colpo di grazia. Fisicamente stavo male, non riuscivo più a bere se non a fatica ed uguale per il mangiare o gel. Quei cinque chilometri per il ristoro sono stati infiniti. Il caldo lo sentivo crescere in maniera esponenziale su di me. La gola era secca, sentivo il mal di testa di quando hai sete e cominciavo a perdere lucidità.  Il ristoro successivo non arrivava più e sembrava di allontanarsi invece che andare avanti.  Un grazie al buon Marco che mi ha “trascinato” con lui al ristoro facendomi compagnia.  Arrivato al ristoro ho solo confermato la mia decisione: IO MI FERMO! Lo comunico al personale del punto di ritiro, mi prendono il numero ed aspetto il mezzo di rientro. Nel mentre inganno l’attesa cercando di integrare liquidi o solidi.

Ore 16.48 – Partono i primi whatsapp: “ … Ritirato… non sto bene 🙁” sono poche parole, ma abbastanza pesanti nella “carriera” di un’atleta. Come la sigla DNF (Did not finish) sono solamente tre lettere, ma tre lettere molto pesanti se messe assieme ed in questo ordine.

Cosa penso di questo ritiro? Molto probabilmente è stata una fortuna perché l’idea di farmi altri venti chilometri su un tracciato come quello – anche stando bene – era paragonabile a chiudersi le ginocchia in un cassetto ripetutamente e con violenza. Molto probabilmente la parte più divertente della giornata é stata quando ho fatto la pipì a bordo strada giù da un ponticello. 

Una cosa però la voglio dire. A me la gara non é piaciuta per nulla e non lo nego. Dubito seriamente che tornerò a correre l’Ultrabericus. Non posso però negare che il percorso era ben presidiato, segnato ed i ristori erano ben forniti. Ottima anche la parte post gara con le docce nella piscina. Buono il pasta party finale, ma non ho gradito il dovere lasciare lo zaino/borsa fuori nel piazzale. Se fosse passato uno e me lo avesse preso chi me lo rimborsava? Considerando che avevo la macchina distante non potevo nemmeno pensare di andare a metterlo via.

Io come mi sento? Ho cominciato a sentirmi meglio lunedì mattina quando ho perso il senso di sete e gola secca. Ho passato il weekend a bere acqua in abbondanza, ma non andava via. Sono felice di essermi ritirato anche perché non aveva senso tirare il fisico oltre i suoi limiti in quel momento per una gara messa come allenamento. Sono indeciso se voglio prima dimenticare la giornata no o la gara. Nel dubbio la vedo come un “tutto serve per fare esperienza” anche i momenti no.

 

 

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