Trail innevato tra Blum, Cima Parè e Valzurio ( Fotografie )

Altimetria Trail 21.02.2016Un trail innevato tra Blum, Cima Parè e Valzurio è il riassunto della mia domenica mattina. Una serie di emozioni uniche che nemmeno credevo possibili. Devo ammettere che l’allenamento fatto domenica con quanto era presente in tabella non ha nulla a che fare. Credevo di correre di più, ma la neve in alto ha messo del suo. Sapevo di trovarla, ma non credevo così tanto.

Sabato sera, sino all’ultimo momento prima di dormire, ero convinto di andare a correre altrove. Poi ho aperto facebook ed ho visto passare un paio di foto ed ho cambiato idea. Non conosco l’altro posto, conosco buona parte del giro che mi ero disegnato in pochi attimi e sapevo di correre con un attimo di fatica in più.

Una volta partiti la giornata comincia bene e si corre spensierati. Appena si comincia a prendere quota il tutto si complica un attimo. La neve c’è ed è sotto i piedi. Si sente il suono di quando la si schiaccia. In alcuni tratti si cammina a buon ritmo invece che correre. Sicuramente faccio meno fatica e penso che il ritmo sia praticamente uguale.

Arrivare alla chiesetta del Blum è stato poco più lungo del previsto, ma alla fine ci sono arrivato senza grossa fatica. Ad ogni passo il panorama che si apriva era unico. Girarsi e vedere i propri piedi come unico solco nella neve è stato emozionante. Durante l’avvicinamento al Blum ho visto il sentiero scavato nella neve per andare alla Cima Parè come in progamma. L’avevo letto giovedi sera su facebook “il sentiero si vede benissimo perchè spicca in mezzo alla neve” e così era. Ho ripensato al mio primo tentativo di salita a Dicembre. In effetti il sentiero che avevo preso non centrava nulla con quello. Chissà dove sarei finito! Forse è meglio non scoprirlo? Oppure aspetto il bel tempo per saperlo?

Dal Blum a Cima Parè è un tratto nuovo per me. Non mi preoccupo di stare attento al sentiero. Basta andare dove è più battuta la neve o del tutto assente. Più si sale più la neve è presente rendendo il tutto magnifico. La croce non si vede, ma vedere gente scendere ti rende un buon senso di tranquillità. L’ultimo pezzo è un attimo più impegnativo per via della tanta neve e con quel poco di attenzione & fatica in più si vede la croce e la si raggiunge.

Per la prima volta mi trovo qua e come solito l’emozione è fortissima. Mi guardo attorno e vedo un paesaggio da togliere il fiato. Il vento parlava nel silenzio. Non urlava,  ma si sentiva quello che diceva. Non si stava bene. Si stava benissimo lassù e l’idea di scendere prendeva male! Inizialmente ero preoccupato per la discesa. La neve era tanta e non avevo ancora testato le Mutant (La Sportiva) in condizioni simili. Dopo i primi passi ho confermato che la mutant può vivere su ogni terreno. Addirittura in alcuni tratti ho puntato i talloni e sono sceso modello surf. Tenuta? Stabilità? A questo pensavano loro, io pensavo a divertirmi e controllavo la direzione.  Sono arrivato alla chiesetta in un lampo ed anche parecchio divertito. Il tempo di bere, mangiare qualcosa e si riparte.

Ero all’oscuro di quanto mi sarebbe successo, ma ero fiducioso in me e nella giornata. Metto lo zaino in spalla e parto. Ci sono discese che ti entrano dentro più delle altre. Una di queste era lì a pochi metri da me. Sprecare l’occasione di farla in un trail innevato? Non credo proprio! Appena presa mi rendo conto che scendere sarà una vera emozione. I conti però li farò dopo quando da Valzurio tornerò su al Blum. La discesa merita tantissimo e lascio che mi dia quanto serve e desidera darmi. Temevo però la “richiesta di rimborso” in fase di risalita. La mia previsione non era sbagliata. Un passo in discesa erano 5-7 in salita e si scivolava indietro di continuo. Tutto sembrava infinito e controllavo la distanza ai sassi o radici che uscivano dalla neve.  Nonostante fossi in un versante all’ombra il caldo di domenica si sentiva. La borraccia riempita poco prima stava svuotandosi più rapidamente del previsto. Non vedo l’ora di arrivare a fine salita per poi scendere a valle. Conosco me stesso e so che non è un buon segnale da un punto di vista mentale.

Finalmente sono arrivato e quando so di dovere girare a destra per avviarmi alla discesa non lo faccio. Tolgo lo zaino e mi siedo. Avevo bisogno di respirare un attimo con la mente assaporando la tranquillità che il paesaggio mi regalava. Non potevo restare lì all’infinito. Dovevo scendere e sapevo che non sarebbe stato facile. Non parlo tanto della discesa dal punto di vista tecnico. Dovevo trovare il punto d’unione tra le mie gambe stanche, la mente che non doveva rilassarsi e la concentrazione alta! Pronti e via! Si parte!

Da subito il tutto si è reso molto più impegnativo del previsto. Prima della discesa vera e propria dovevo affrontare un tratto di leggera salita. A differenza dell’andata la neve cominciava ad accusare la giornata calda e si sprofondava dentro molto di più. Pur breve che sia in quei momenti sembrava infinito. Mentalmente tenevo duro perchè sapevo iniziare la discesa a breve. Cercavo di illudermi per non pensare alla discesa con la neve molle. I timori erano veri. Una volta cominciata è stata dura. I passi sprofondavano parecchio e non si riusciva a correre. Si camminava piano e la fatica si sentiva parecchio. Sapevo che dovevo perdere quota ancora prima di arrivare in una zona davvero corribile. Ma con che gambe arriverò lì? Non è un pensiero che voglio ora con me! Prima finisco questo tratto e poi valuto. Inoltre ho un problema maggiore da gestire: l’acqua! La borraccia non la sento pesante e questo indica il poco contenuto. Se la finisco e resto senza liquidi rischio di perder lucidità nel tratto finale di discesa. Ho pochi chilometri ed in teoria mi basta. In pratica non ho idea perchè la neve mi rallenta e tutto  è più difficile.

Finalmente raggiungo un tratto corribile e con poca neve. Qua riesco a riprendere a muovere le gambe come piace a me nonostante i conti con la fatica. Arriva la parte veloce della discesa che mi riporta a valle. Purtroppo non la potrò affrontare come piace a me. Ho fatto anche due o tre interruzioni con la scusa di bere un sorso e rallentare il ritmo. Guardo sul display la quota e mi sento un attimo meglio. Continua a scendere e questo significa che manca poco. La sorte ha sempre voglia di scherzare e sapete cosa mi ha riservato?

Stai per finire un allenamento molto più impegnativo del previsto … ti mancano meno di 200D- tutti corribili … hai le gambe stanche e mentalmente reggi perché sai che c’è chi ti aspetta … e poi? Ti tocca camminare dietro un trattore per un bel pezzo della discesa. Come ho risolto? Appena possibile sono saltato giù tra i rovi raggiungendo il sentiero sotto.

Cosa posso dire di tutto questo? Già 22,2Km con quasi 1800D+ sono un bell’allenamento impegnativo. Averlo affrontato in modalità impegnativa in quanto trail innevato lo ha reso unico. Sono contento di averlo fatto anche se poi la sera sono crollato come un sasso. Queste sono le esperienze che ti cambiano dentro e ti migliorano! I LOVE TRAIL!

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