[Running] Maratona di Reggio Emilia 2015

… 2h33m! Due ore e trentatre minuti non è il mio cronometro. Questo tempo corrisponde alla mia prima fase di mugugni ieri una volta tagliato il traguardo, ma andiamo per ordine.

20151214071001Non so che dire della mia gara. Stavo bene e sentivo le gambe a posto. Parto col pacer delle 3h perchè mi sento in giornata ideale. Il tempo scorre ed sono sempre li al mio posto. So che non scenderò a 2h58m per andare in personale, ma arrivare attorno alle 3h mi basta.

In gara la solita routine ed il solito modo di correre. A Reggio poi non si scherza perchè il tracciato non ti consente errori. Reggio non finisce mai di presentare insidie, le conosco e so di doverle gestire bene.

Arrivo alla mezza leggermente in ritardo ( 1:30:28 ) ma va benissimo: la strada è ancora lunga e la parte più critica deve ancora venire. Se avrò tempo, gambe, testa e “voglia” proverò dopo a limare quel qualcosa in più e so anche i tre punti del tracciato da cui dove cominciare l’attacco per ridurre al minimo l’uso dei muscoli.

Nulla da fare e nulla come da teoria! In Maratona il conto prima o poi arriva ed a me viene presentato al 27 con un blackout degno di nota con annesse gite per campi! Alla fine chiudo insoddisfatto con un 3h12m e non ho molto da dire: dovrò mugugnarci sopra qualche giorno prima di capirlo, che è meglio.

201512140140153:12:25 ( 4,33/km ): molti ucciderebbero per averlo, ma a me non va giù per nulla. So benissimo che non è un tempo da buttare o da schifare, ma so anche che non è il mio tempo. Lo avrei potuto ottenere senza fatica e vivendo meglio il tutto partendo per fare quel ritmo finale.

Avevo altre ambizioni ed un blackout del genere senza trovare motivazioni non lo digerisco e penso che ci metterò parecchio tempo. Non sono stati 15km facili e le mie espressioni in corsa la dicono lunga. Più andavo avanti più sembrava aumentare la strada da fare ed allontanarsi il traguardo. Ormai niente più cronometro, solo testa cercando di salvare il salvabile. Impossibile “contrastare o rallentare” lo stato di malessere, e nell’ultimo tratto di gara sono arrivato a perdere anche 45sec/km: luoghi che conosco bene sembravano essere cambiati o essere spostati in avanti.
Quando finalmente esco dal parco e mi trovo sul rettilineo da 2km per la fine, incrocio i miei amici che capiscono il mio malessere dalla faccia in espressione cadaverica. Mi scappa un commento che fa ridere un ragazzo che mi affianca in corsa: “Ma perchè questo rettilineo ogni anno diventa sempre più lungo?” ed a questa domanda non troverò mai risposta. Il traguardo di Reggio però regala sempre emozioni uniche riassunte nell’amica Cinzia che mi mette al collo la medaglia e mi abbraccia.

… finisce tutto e dopo la doccia raggiungo i miei amici con una sorpresa inaspettata e ben gradita. Nel mentre il tempo scorre e vediamo gente passare tra cui altri amici. Il gruppo si riforma ed andiamo a pranzo. Scorrono le lancette, ma so di dovere andare al traguardo prima delle 6h (tempo limite) e così mi porto in zona vero le 05:40 dallo sparo.

Ad un certo punto riconosco il gruppetto che in lontananza si sta avvicinando. Mi faccio dare una medaglia, la scarto e la tengo in mano. Sono li, oltre il traguardo e per la prima volta in “senso opposto” dal solito.

Sono trascorse 5h55m dal via – ovvero le 2h33m dal mio arrivo con cui ho aperto il post – e vi vedo varcare il traguardo. Ti metto la medaglia al collo e poi vi vedo scoppiare in lacrime dall’emozione del viaggio che avete vissuto assieme col “solo” obiettivo di arrivare al traguardo per rinascere vincendo la vostra sfida.

Vivendo quel momento, sentendo l’emozione con lacrime e gli abbracci capisci che non sei forte perchè la vinci o perchè ci metti 3h o 3h12m o altro. Sei “forte” quando vinci con te stesso e raggiungi l’inaspettato, supportato da chi ti ha detto di aiutarti e lo ha fatto davvero.

Adesso cercherò di “sbollire” la mia situazione, ma di certo quello che ho visto, vissuto e respirato a cinque minuti dal tempo limite sarà il mio ricordo pù bello di questa Maratona ed una gran bella lezione di vita per le prossime volte. Grazie 😉

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi