[Running] No gambe, No Fartlek

Questa mattina avevo in tabella un 15km a ritmo sostenuto e così ho pensato di fare un altro allenamento a Fartlek per tentare di rompere il fiato su ritmi violenti. Sino a qua tutto bene nel mondo teorico, Il problema è stato il mondo pratico.

Esco di casa ed avevo in mente di fare circa 3km di riscaldamento. Non riesco a sentire le gambe e così decido di estendere di altri 2km il riscaldamento.

Arrivo al “quinto beep” e capisco che è il momento di partire. Non parto col veloce, parto con quello più lento. Nulla, non riesco nemmeno ad avvicinarmi al passo che dovevo tenere. Rallento un attimo e ritento. Il risultato è lo stesso, con la differenza che sento le gambe veramente in crisi ed il polpaccio di sinistra non mi convinceva proprio per nulla. Era lì per dirmi ti lascio a piedi ed anche bene.

Mano sul cuore e decisione sofferta: oggi resto in fascia aerobica e faccio un bel medio in relax stile tapasciata! Così ho proseguito la corsa ritornando ad un passo più semplice e meno impegnativo.  Non nego che oggi ho dovuto faticare a tenere una media decente però non è stata così ardua come impresa. Ho sofferto molto di più l’altro giorno. E’ proprio vero che l’esperienza insegna e così anche oggi niente garmin per il passo. Sono andato a sensazione e forse è stato meglio.

Se mi volevate chiedere perchè non ho fatto il “Fartlek a sensazione” vi dico che mi esce difficile perchè su questo tipo di allenamento sono molto concentrato e punto a distruggermi per spaccare il secondo.

Avevo già pronta anche la bici nel box per andare a sciogliere le gambe dopo la corsa.  Ho rinunciato, non avevo le gambe in condizioni ottimali ed andare a caricare in questo momento non ha senso.  Alla fine ho fatto un buon allenamento e le soddisfazioni da parte dei miei amici runner non mi sono mancate in questi giorni.

Non cerco scuse o giustificazioni. A mia difesa posso mettere solo due elementi, ma di certo non servono a molto: il caldo di questa mattina ed il carico di strada a cui le mie gambe sono sottoposte. Lo so, tutte scuse e non mi voglio nascondere dietro di loro.

Ora pensiamo a rilassarmi questo sabato in compagnia del buon Mathias e domani vediamo di mettere la firma sull’allenamento che frulla nella mia testa. Oggi punto a non pensare a tempi o altro, per quello ci sarà domani. Dico bene? Speriamo … 🙂

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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