[Triathlon] Olimpico di Bardolino : Running + T3

[…] Il tappeto verde che porta fuori dalla T2 è sotto le mie NB1063 e sono certo che con loro correre sarà un vero piacere! Le sentivo comode nonostante fossero piene d’acqua. Quello che non sentivo erano i piedi. Il freddo si era impossessato di loro ed il pensiero di un crampo improvviso ha cominciato a farsi vivo nella mia mente […]

Running: Appena fuori dalla zona cambio avevo due possibili strategie di gara: partire a tutta o fare un progressivo. Probabilmente una persona sana di mente (oltre a non essere da ore sotto l’acqua) avrebbe scelto il progressivo. Invece no, io ho scelto per partire a tutta. I motivi fondamentalmente sono due:

  • Avevo bisogno di provare a scaldarmi ed alla svelta
  • Ormai eravamo alla resa dei conti … che combattimento sia!
Alle mie spalle il traguardo e mentre percorrevo la strada per arrivare al lago ho ripensato a come è cominciato tutto. Nel frattempo ho cominciato a riprendere sensibilità alle dita dei piedi. 
Entro nel tratto comune del percorso e comincio a superare. Ho un buon passo di corsa e devo stare veramente attento a non esagerare. Mi trovo davanti al cartello “2km” e capisco che altri 8km a tutta potrei non reggerli perchè non riesco a scaldarmi nemmeno per finta. Vediamo cosa succede? Mentre mi avvio al giro di boa comincio a vedere amici e compagni di squadra sul percorso. Alcuni (scusa Fabrizio) mi hanno detto che sono passato a tutta in sorpasso e spero di non avere creato problemi. Il problema è che il percorso è veramente stretto e superare non era facile, quindi qualche numero da circo andava fatto ed anche bene. 

Arrivo al giro di boa e fortuna ho chiesto il giorno primo se era presente sterrato o no. Se non avevo le NB1063 ai piedi sarei slittato come pochi e dritto nel lago per ricominciare il tutto. Ed ora si torna. Riprende la corsa e dopo un po vedo il ristoro. Prendo l’acqua e bevo un sorso. Sino a qua non è un problema, vero? Dopo avere chiesto se qualcuno voleva dell’acqua ho preso la bottiglia e me la sono rovesciata sulla schiena per rinfrescarmi. Inutile dirvi che mi hanno guardato male in molti e non capisco come mai. 

Si entra in città e finalmente si vede qualche volto di persona rilassata seduta al bar a mangiare. Qualche slalom  nelle curve e si torna sul lago. Davanti a me il bivio: dritto la strada per l’arrivo e per il secondo giro è a destra.
Si prosegue dentro la città e presto mi ritrovo ancora sul lago. Sarà l’ultimo passaggio e la speranza è che la ciclabile sia poco ostruita. La corsa prosegue e vedo ancora diversi amici. Tra questi vedo il buon Dario e lo saluto. Era nella batteria dopo la mia. Quando stavo uscendo dalla T1 l’ho visto entrare. Mi ha passato probabilmente in bici e non l’ho visto. Peccato, di lui mi sarei fidato ad  una frazione ciclistica in coppia.
Arriva il giro di boa e devo stare attento a non scivolare perchè, da piccolo genio criminale, ho deciso di superare in quei pochi metri di fango. Esco bene e si torna a correre coi piedi su asfalto. 

Il cartello “Km 8” era davanti a me. La pioggia era ovunque e così ho guardato il cielo e dentro me ho detto:

Hai provato a fermarmi in acqua … hai provato a farmi congelare in bici da corsa … hai provato a togliermi la sensibilità ai piedi per la corsa … eppure eccomi qua … a 2km dalla fine … A NOI DUE BARDOLINO E FAMMI VEDERE QUELLO CHE SAI FARE SENZA ESCLUSIONE DI COLPI! Che vinca il migliore a questo punto!

Mi sono portato in uno stato mentale mio e non so bene come sono riuscito a riconoscere l’amico Luciano che veniva in senso opposto. Alzata di mano e le nostre dita si sfiorano per un bel cinque tra amici.  Continuo a correre ed arrivato al ristoro lo salto in pieno. Non mi serviva e stavo bene. La fine non era lontana ed ero in perfetta autonomia. 
Si rientra a Bardolino e si comincia a sentire più viva la gara. Non sentivo più nulla e nessuno. Correvo con la mia mente e passo dopo passo cercavo di tenere il ritmo più regolare possibile per consumare meno. Le ultime curve e poi questa volta andrò dritto: il ponte che mi porta all’arrivo è quasi davanti a me.
Cosa succede? Quel “completo muccoso” è Dario! Qualcosa non va, non posso averlo raggiunto col vantaggio che aveva lui nei miei confronti. Mi avvicino e gli dico di attaccarsi che lo lepro alla fine. Lo passo e non lo vedo entrare. Pensandoci la sera a casa mi è spiaciuto veramente tanto non essermi fermato ad aiutarlo. Purtroppo preso dalla “sfida personale” mi sono fatto prendere e sono andato all’attacco. 
Salgo il ponte e nel scenderlo bisognava stare attenti a non scivolare e poi a non finire dentro nel lago. Una volta finto avevo un lungo rettilineo che portava all’arrivo. Ho passato (=falciato) chiunque fosse tra me e l’arrivo. Non era questioni di secondi in quel momento. Era solo questione di una battaglia personale da portare a termine nel migliore del modi! Eccolo, sono sul tappeto di arrivo Vedo il timer e capisco di avere fatto un buon tempo anche se ignoro di preciso quanto.

[…] In corsa … ho aperto tutto e subito … dovevo scaldare il mio corpo … ho fatto il primo giro da animale … poi una volta caldo mi sono calmato … […]
Tempo Frazione Running: 41m 41s


Dettagli percorso “2010-06-19 Triathlon Olimpico Bardolino – Running
T3: Il beep del chip segna il mio arrivo: VENDETTA COMPIUTA E BARDOLINO CONQUISTATA! Questa volta i brividi sulla pelle non erano per il freddo. Erano per l’emozione della gara e la pioggia nascondeva qualche lacrima. 
A questo punto la voglia di cambiarmi e mettermi all’asciutto era altissima. Avevo una sola cosa da fare adesso e non mi muovo dalla riga di arrivo sino a quando non succede. 

Eccolo, il “completo muccoso” è quesi arrivato! Guardo Dario arrivare ed appena supera la finish line lo guardo e gli dico “Non potevo non aspettarti” e così i nostri sforzi finiscono in un abbraccio tra amici sotto l’acqua. 

Dario … a Pietra mi hai detto che mi aspettavi sul tappeto di qualche ironman …. a Bardolino ti ho atteso io … e non sai che bella emozione quando amicizia, sport e fatica si fondo assieme! 

E sai perchè?

La gara passa alle nostre spalle, i tempi sono solo dei numeri che già alla volta dopo tentiamo di fare diventare vecchi, ma le emozioni sono quelle che restano dentro di noi da quel momento in poi e sono certo che non si dimenticano! 

In gara ho conosciuto diversi nuovi amici. Con te è diverso, ci conosciamo gara dopo gara e sappi che sono veramente felice di averti aspettato per coronare i nostri sforzi assieme!

Una cosa la vorrei dire prima di chiudere. Quando gareggio non guardo il colore del body o altro del mio avversario. Guardo la sua lealtà sul campo e da lì decido come comportarmi. Questo non vuole dire che poi fuori dopo il traguardo bisogna essere amici. Il fatto è che grazie allo sport ho conosciuto persone leali ed in gamba soprattutto nella vita. Qua si parla di tre sport diversi e tre filosofie di vita unite. Credo che non si possa chiedere nulla di meglio, vero?

E con questo spunto di riflessione chiudo il racconto di Bardolino 2010! Chiedo scusa se si è fatto attendere, ma ho avuto gioni abbastanza impegnati. Onestamente non so se ci sarà un Bardolino 2011 vista la situazione del percorso ciclistico. Ho un anno per pensarci, ora vado a sistemare parecchie cose, che è meglio!

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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