[BDC] Gran Tour dei Vigneti: il finale è col botto!

Era da Giugno 2008 che non gareggiavo più in bici da corsa. Ironia della sorte, l’ultima gara fatta è stata proprio quella di oggi. In quell’edizione il percorso era totalmente differente. Molto più impegnativo e molto bello dal punto di vista del paesaggio. Sono veramente contento di come sia andata la giornata. Adesso, un GPM alla volta, vi racconto il tutto. Visto che bravo? Ringrazio i miei amici “Guslo & Melissa” per la compagnia prima della partenza e per il saluto dopo pochi minuti dalla partenza.

Partenza: Le partenze alle GF è la cosa che odio di più. Sembra che la gente voglia andare ad ammazzarsi e parte a velocità impensabili. Per di più il primo tratto di gara era in discesa. Mi scappava la pipì e volevo farla subito in modo da non pensarci più. Non riuscivo ad accostare. Arrivavano ciclisti da ogni parte. Finalmente riesco, mi alleggerisco e riparto. Il tratto con la gente a tutta prosegue e credo di essere rimasto in fondo al gruppo perchè non vedevo più nessuno dietro. Vedo della gente con la bici in spalla rotta e sanguinante. Probabilmente una fuga in gruppo finita male.

Montatto Pavese: La salita per “Montatto Pavese” è la prima delle cinque della giornata. Non è lunghissima e nemmeno impegnativa. Il fatto che non pedalo in salita da una vita e la prima rampa bella ripida cambiano la mia visione della vita. Ogni pedalata era una “lettura di calendario” sino a quando la salita non sei è resa più umana e vivibile. A quel punto ho preso il mio passo in salita ed ho cominciato a recuperare diversi ciclisti. Siccome oggi non dovevo massacrarmi le gambe ho preso la decisione di guardare il paesaggio. Devo dire che è veramente bello e siamo veramente a poco da casa mia come distanza. Incredibile come può cambiare tutto così. Si intravede la fine della prima salita. Mi prende un senso di smarrimento. Sapevo che scollinando andavo verso l’ignoto ed il rientro non era più così immediato come restando su quella salita. Godiamoci la discesa anche se ho paura ed andrò piano. Vista la mia “abilità tecnica e velocità” in discesa tutti i ciclisti superati in salita mi passavano in discesa. Finirà prima o poi, oggi mi sentivo diverso. Una diversità che viene da dentro. Ho lasciato andare la bici in qualche tratto, ma la paura ha prevalso e quindi l’ho frenata.

Passo Carmine: La salita del “Passo Carmine” è la più lunga di tutta la gara. Coi suoi 12km e pendenza ridotta (3%) consente di salire ad un ritmo abbastanza tranquillo e regolare. Al suo interno erano però presenti dei brevi tratti in discesa dove potere recuperare un attimo il fiato per poi ripartire. Nonostante la sua lunghezza posso dire che è stata la salita meno sofferta. Una curva dopo l’altra comincio a recuperare molti ciclisti. Sento il vento che arriva. Era leggero e non dava molto fastidio per fortuna. Il lato positivo era che rinfrescava l’ambiente e non si cuoceva sotto il sole. Finalmente la cima, è ora di scollinare. Sapevo già cosa voleva dire: mi riprenderanno tutti quanti. Come volevasi dimostrare, uno dopo l’altro, mi supera il mondo. Il paesaggio in questo momento è stupendo. Leggo il cartello “Nibbiano” e vedo la diga. Capisco che il triathlon sprint di domenica prossima sarà lì. Mi è quasi dispiaciuto non essermi iscritto visto il paesaggio incantevole. Purtroppo la serenità e l’emozione della giornata vengono interrotte quando ci viene segnalato di rallentare per un ciclista a terra che stava per essere soccorso. Passare di fianco non è mai bello, in bocca al lupo! Siamo circa a metà percorso come distanza. Due salite su cinque sono state chiuse, ora pensiamo alla terza.

Casa Calatroni: In questa salita pensavo di crollare e saltare. Il caldo cominciava a sentirsi soprattutto perchè uscivo da una discesa e dall’ombra. Non è lunghissima, forza che poi una volta sopra recupero e pensi alle ultime due. Facile a dirsi. Fortuna che a metà salita trovo compagnia per fare una chiaccherata. Mi affianca l’auto con a bordo il medico. Mi chiede se andava tutto bene e se volevo dell’acqua. Ringrazio, ma ero pieno e non mi serviva. Mi chiede da dove venivo e scopro che lavora vicino a casa mia. Sempre più piccolo il mondo. L’auto riparte e resto solo con la mia salita ed i ciclisti da prendere. Ero sempre concentrato sulla salita quando un vento fresco mi ha aperto un nuovo mondo. Mi ha rigenerato e sono riuscito a proseguire senza la sensazione di caldo addosso. Arrivo in cima e trovo il ristoro. Al primo avevo preso solo acqua al volo per riempirmi, qua mi fermo un attimo e mangio una banana e mezza. E’ ora di fare ancora qualche metro in salita e poi ci si lancia in una bella discesa. Anche qua il mondo mi è passato sopra. Io, con la mia paura delle discese, freno regolarmente. Nelle precedenti discese ho visto parecchie ambulanze con gente che veniva recuperata e soccorsa.

Cerchiara: Sfruttando le potenzialità del mio garmin ho capito che in questo tratto di salita si andava a riprendere il percorso fatto nell’andata per un breve tratto. Riconosco il bar e poco dopo la salita col punto di controllo. Quasi mi dispiace non rifare il giro che passa da Nibbiano. Facciamo che mi sacrifico e vado avanti? Questa volta la salita è corta e non richiede particolare sforzo. Le gambe stanno bene e mi manca ancora una salita. Lanciamoci il prima possibile in discesa e vediamo di recuperare tempo ed energie. La discesa non è delle migliori per quanto mi riguarda. Ho i freni tirati e ritrovo un ragazzo con cui giochiamo dall’inizio a passarci. Scendiamo assieme e mi sembra più corto il tratto di discesa.

Montatto Pavese: Si torna sulle strade della partenza. Erano 5.3km e l’ingresso in questo tratto è orrendo. Rischia di scapparmi via Sally a causa di un fondo sabbioso. Mi stacco il pedale e non perdo l’equilibrio. Faccio fatica i primi metri perchè il rapporto non era adatto. Una volta cambiato e messo il rapporto giusto comincio a spingere. Salgo bene e quando, verso la fine, si presenta un falso piano comincio a dare tutto il possibile. Tra poco si scende. Discesa molto veloce anche se fatta col freno tirato. La discesa è finita. Non siamo ancora arrivati. Ho ancora 14km circa prima di mettere la parola fine.

Tutti a casa: Mi trovo col ragazzo di prima e comincio a tirare io. Le gambe girano bene e non mi accorgo di nulla. Indurisco sempre più il rapporto e per circa 9km tiro io. Vediamo passare un gruppo ed è qua che comincia la gara per me. L’adrenalina è esplosa. Ho fatto il bravo 99km circa, ora però mi voglio divertire!

Km100/101: Entriamo nella scia del gruppo. Erano sei persone se non ricordo male e con noi due si passa ad otto. Il ritmo viene tenuto bene e nonostante l’idea di partire da solo ho deciso di risparmiare le forze. Non so il motivo, qualcosa dentro di me mi diceva di fare il bravo ragazzo. Per una volta nella vita, ho ascoltato questa voce e sono rimasto in scia. Un ragazzo si stacca e non e non riesce più a rientrare. All’improvviso una curva segnala l’inizio di una salita inaspettata. Inutile raccontarvi “i calendari” che sono partiti non da parte mia. Metto un rapporto agile e comincio il primo tratto

Km 102/104: Che vada tutto a farsi fottere! Sono cresciuto a “Pane & Pantani” quando ero bambino e ragazzo e qualcosa ho imparato. Ora vediamo di metterlo in pratica! Mi alzo in piedi, indurisco e parto. Appena ho preso il ritmo mi siedo ed attendo a breve il tornante dopo. Avevo già lasciato da un pezzo i ragazzi con cui viaggiavo. Ora superavo i gruppi, non più i singoli ciclisti. Ho sentito anche un “come c@##o riesce???” e deve averlo sentito anche il mio polpaccio. Zitto e non rompere! Resta lì da bravo che tra poco avrai la tua discesa per recuperare. Mi alzo in piedi ed appena uscito dal tornante indurisco il rapporto. Ora vediamo cosa sappiamo fare.

Km 105: Comincia la discesa. Leggo il cartello “Ultimo KM” ed indurisco. Ormai è fatta, almeno questa discesa spingila che sei solo. Hai staccato tutto e tutti. MERDA! Sento Sally che non è in forma e reagisce alla strada in modo strano. Bella fai la brava, manca veramente poco. Non sono nemmeno 600m  e nel mentre intravedevo un cartello “500m” ed una signora mi dice qualcosa. Alzo lo sguardo: SALITA! Cambio subito il rapporto restando sempre aggressivo. Un nuovo cartello è davanti a me ed indica “300m” e delle signore mi incitano dicendo che sono arrivato. Alzo lo sguardo e l’arrivo è proprio davanti a me. Una sbirciata dietro ed avevo fatto un bel vuoto. Cazzo ha Sally che non và? Piccolina, non ora! Reggi ancora qualche istante e poi mi racconti tutto! Mi chiudo la cerniera della maglia e quando sono quasi sul tappeto d’arrivo alzo le braccia al cielo. Beep … FINITA!!!

Gli ultimi 15km (in particolare i 3km finali) sono stati fatti come Bress insegna: rabbioso come la muerte! E sapete questo cosa significa? Che se anche non ho i temponi di chi viaggia come un disperato  e sono un “biker regolare” (ovvero che è sempre a velocità bradipo) io sono tornato e non renderò la vita facile proprio a nessuno e senza nessuna pietà lotterò!!!

Tutti i dettagli del giro li potete vedere sul mio Garmin Connect alla pagina “2010-06-02 Gran Tour Dei Vigneti (MedioFondo)” mentre qua ho messo solo una sintesi numerica.

Cosa vi posso dire oltre a quello che vi ho già detto?

Pensieri della mattina prima della gara:

  • La prima granfondo dopo anni … bha … io speriamo che me la cavi 🙁
  • Uscire dall autogrill e non trovare la macchina perché stranamente è *pulita* direi che è grave! A dopo ragazzi, fate il tifo … MENARE! 😉
Pensieri in gara:
  • Leggendo 42.2km ho pensato a Lei … 🙂
  • Quando ho letto “2h 59m” ho pensato all’amico Emanuele. Chissà come mai 😛
  • Arrivato al 90°km ho pensato di riuscire a correre una bella mezza maratona perchè non sentivo nessun tipo di dolore alle gambe.
  • Sempre al 90°km ho fatto un altro pensiero, ma questo non ve lo posso dire 😛
Ottima integrazione in gara tutta a base Etich Sport:
  • Pre: Questa volta ho provato il DYNAMIC nonostante fosse una granfondo. 
  • Durante: Al primo scollinamento verso il Km30 e Km60 ho preso “Energia Rapida” ed in borraccia avevo il “Performance Sete” per non perdere i sali nel mio organismo vista la giornata calda. 
  • Sempre durante la gara riempivo le borracce con acqua e mangiavo banane. 
Post gara:
  • [Dopo l’arrivo] Parlo con Sally e le chiedo come mai ha fatto i capricci proprio sul finale. Mi dice di guardare la sua ruota posteriore. Il copertone era al limite e presentava una serie di “bolle” e credo che sia proprio il caso di cambiarlo visto che pedalando a passo d’uomo sentivo come un continuo saltellare a causa delle deformazioni. Fortuna che Sally è brava e non mi ha fatto chiudere col botto intesa come esplosione della camera d’aria. 
  • [Dopo l’arrivo] Le tre cifre non hanno prezzo … 😉
  • [Dopo l’arrivo] Ora mancano sono 74km per completare un terzo del mio sogno … 🙂
  • [Dopo l’arrivo] La mano destra aveva una bolla mostruosa nel palmo. Perchè? Ho dimenticato i guanti in macchina. Una volta a casa è scoppiata ed ora è ancora più doloroso. 
  • [Appena arrivato a casa] Mi sono abbracciato alla vaschetta del gelato. Però poi ad un certo punto era vuota e non le volevo più così tanto bene. L’ho abbandonata nel lavandino per lavarla più tardi.
  • [In doccia a casa] Sentivo bruciare l’interno dell’inguine a destra. Guardo ed avevo una bolla con del sangue attorno. Vi state chiedendo cosa sia? Nella prima discesa un insetto ha “impattato” proprio lì ed ha fatto un male allucinante. 
  • [Questa sera a casa] Ho fame … sono 2.5 etti e sono solo a cena … è già stato tritato panino salame ed un panino formaggio 😀
  • [In questo momento] Vi garantisco che non ho un filo di male alle gambe e questo significa che volendo potrei spremerle ancora di più. Ottimo, magari potrei fare un’altra gara in bici da corsa prima di fine stagione. 
E con questo credo di avere finito. Ora spengo tutto e mi riposo un attimo … che è meglio 🙂

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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