[Triathlon] Recetto Sprint – Nuoto + T1

Finalmente il grande giorno è arrivato. Questa mattina mi sono alzato presto ed accompagnato da mamma come tifoseria ufficiale sono andato a Recetto per partecipare alla manifestazione “1° Trathlon Città di Recetto – Memorial Emilio Di Toro” con frazione di nuoto in acque libere.

Arrivo presto ed un pò alla volta trovo tanti amici diversi. Finalmente incontro il gruppo Steel-T con la presenza di “Jonny The Coach” ed il tempo scorre in attesa della gara.  Il supporto non mi manca prima della gara. Si avvicina il momento tanto atteso ed andiamo in zona cambio a sistemare il tutto. Il sole scotta sempre di più e dalla zona cambio fissavo la frazione di nuoto chiedendomi come andrà e se uscirò in maniera autonoma oppure no. Ultimi minuti tutti assieme e poi ci salutiamo prima della partenza. Non siamo tutti nella stessa batteria.

Parte la batteria femminile, poi la prima maschile e poi entriamo in acqua. Mi sento schiacciare dalla muta. Mi ricordo il trucco che mi hanno spiegato per renderla attaccata al proprio corpo una volta in acqua. Perfetto, è andata. Passono pochi secondi e … SI PARTE!

Nuoto: La partenza in acque libere è qualcosa di veramente spettacolare. Lo dico sia come spettatore che come esperienza vissuta.  Lascio partire i nuotatori veri e non le mezze seghe come me. Comincio a scivolare sull’acqua bracciata dopo bracciata e penso:

BASTA NON VOGLIO PIU’ FARLO … NON MI PIACE … VOGLIO TORNARE A TERRA!!!

Non è uno scherzo. Probabilmente la mia mente ha avuto il flash di “Bardolino 2009” e non riuscivo per paura a mettere la testa in acqua. Ho nuotato malissimo per i primi 250/300m con la paura dell’acqua. Ero quasi in panico. Stavo anche andando in iperventilazione e se mettevo la testa sotto l’acqua mi sentivo come la bocca cucita e non riuscivo a soffiare.

Oggi no, non potevo ritirarmi, ho portato la mia mamma e non voglio che si è alzata per nulla. Continuo ad andare avanti  ed un ragazzo, ignaro di tutto quanto, mi porta  la testa sotto l’acqua con una sua bracciata.

SPETTACOLO! La bocca si apre ed ora respiro come dovrei. Vediamo di recuperare e non uscire per l’edizione 2011! Ho cominciato a respirare ogni tre bracciate, ma con la muta scivolavo veramente bene che dopo poco sono passato a respirare ogni cinque. Alzo la testa per orientarmi ed ero al giro di boa.

Un ragazzo mi passa sulla sinistra e di punto in bianco decide di dare qualche gambata a rana. Lo ringrazio di tutto cuore per la sua genialata. Perchè? Mi ha preso in pieno il quadricipite femorale sinistro. Cazzo che male! Ok, manca meno di metà gara. Ora pensa ad andare avanti. Le gambe ora non ti servono.

Alzavo ogni tanto la testa per vedere se ero in linea oppure no. Devo dire che qualche volta sono andato a spasso per i fatti miei. Non oso pensare quanta strada ho fatto oggi in acqua. Non ci credo, l’acqua è colore terra: SONO ARRIVATO!!!

Alzo la testa dall’acqua e mentre mi alzo sento “Jonny The Coach” e tutta la tifoseria Steel-T farmi i complimenti. Non so il tempo, ma non mi interessa. Provo a tirarmi su dall’acqua e stavo scivolando. La fitta al quadricipite era tremenda. Una volta alzato mi ha fermato lì qualche secondo. Raggiungere la T1 è stato qualcosa di veramente sofferente.

T1: Ero tutto contento per quello che avevo appena fatto, non ci potevo credere e non ero nemmeno stanco. Dovevo togliermi la parte sopra della muta e non ho avuto problemi. Il male era assurdo e non riuscivo a correre per arrivare da Sally. Pensavo al fatto che oggi sono riuscito a “controllarmi” in acqua e basta. Dal dolore sbaglio anche il corridoio in zona cambio. Fortuna mi accorgo subito e riesco ad andare subito da Sally. Arrivo e vedo due amici poco dopo. Prendo la bici e la spingo sino alla riga dove è possibile cominciare a pedalare … ho sentito un coro da stadio. Un sacco di incoraggiamenti e … si parte … è ora di pedalare!

*** EXTRA ***

  • Sapete una cosa? Nuotare in acque libere, una volta che mi sono sbloccato, è stato molto più semplice e rilassante che nuotare in una piscina. Era la prima volta che facevo un 750m senza sosta o “muretto” per rimbalzare e credevo di essere stanco. Invece? Proprio nulla! Ottimo, si vede che gli allenamenti danno veramente i loro frutti!
  • Ovviamente il pensiero iniziale che non lo farò più è annegato sul posto quando il ragazzo mi ha sommerso la testa.
  • Per la parte “Bici + T2” vi rimando a domani 😛

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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