[BDC] Pioggia tra Italia e Svizzera

Cosa possa spingere una coppia di amici (io ed il Guslo) ad affrontare 84km di montagna con 1500m circa di dislivello sotto una pioggia senza tregua non so dirlo. Quello che vi posso dire è che domenica mattina ci siamo divertiti veramente tanto. Se vi state chiedendo il perchè della differenza di circa 200m di dislivello è presto detto: dipende da che programma lo importa e corregge la mappa.

L’altimetria non si presenta tra le più regolari e quando sono partito da casa ignoravo cosa avrei dovuto affrontare. Forse è questo che mi ha spinto ad alzarmi nonostante l’acqua dei giorni precedenti.

Durante la strada ho visto pochissimi ciclisti e per lo più vestiti in maniera pesante. La mia mente si chiedeva come io. Io ero comodamente in pantaloncini corti e stavo bene. Arrivato a casa del Guslo ho capito il tutto e mi sono cambiato e coperto con un secondo strato gentilmente fornito da loro.

Non mi chiedete che giro ho fatto oppure no. Quello che mi ricordo delle località è veramente poco. Siamo passati da Como per poi finire sul lago. Una salita e poi il San Fermo puntando in direzione Chiasso dove abbiamo sconfinato in Svizzera. Le salite non tardano a farsi sentire e nemmeno l’acqua ha mancato all’appuntamento. Si è presentata puntuale come sempre e ci ha scortati per tutto il percorso. Il lato positivo è che non abbiamo sudato in salita. Il “problema” è che in discesa si gelava ed il vento freddo ha complicato le cose.

Credevo che la situazione fosse al limite in Italia. Quando siamo scesi in Svizzera per andare verso Mendrisio e fare un tratto del giro dello scorso mondiale di ciclismo ho capito che la situazione era veramente più tragica del previsto.

Ad un certo punto mi sono illuso che la pioggia fosse finita ed ero contento. Poi ho guardato la strada, o meglio il fiume, davanti a me ed ho capito che ero talmente zuppo di pioggia che il mio corpo aveva smesso di sentirla. Il vento invece lo sentivo veramente bene e forse anche troppo.

Finito il primo giro  sul percorso del mondiale ho visto il buon Guslo fare una rotonda per tornare indietro. Ho temuto volesse replicare. Il problema non era rifarlo, il problema era il freddo addosso. Fortuna il problema non era solo mio ed abbiamo deciso di rientrare.

Sino alla dogana italiana mi sono goduto gli ultimi attimi di civiltà stradale svizzera. Sembra di essere in un mondo impensabile rispetto a noi. Le strade sono tenute meglio e le macchine hanno rispetto per il ciclista. Eravamo a solo 500m dal confine quando una macchina si è fermata per non farmi rompere il ritmo in salita. E posso garantirvi una cosa … la macchina ci sarebbe passata perfettamente senza crearmi problemi eppure si è fermata. Ed in Svizzera non è la prima volta che succede.

Una volta rientrati su suolo italiano ho cominciato a temere le macchine ed attivare i sensori in tutti i modi possibili. La strada per la “Guslo-casa” era tutta in leggera discesa. Forza e coraggio, siamo quasi in salvo. Ho capito dove siamo ed i nomi dei paesi me li ricordavo. Ecco il tutto, ci siamo e finalmente possiamo dire la parola fine. Dico al Guslo che mi fermo un secondo alla macchina per prendere le scarpe e poi andavo a casa sua. Arrivo alla macchina e scopro di essere veramente congelato alle mani. Non riuscivo a togliere i guanti e così ho lasciato le scarpe in macchina per recuperarle nel pomeriggio.

Dopo una doccia calda per scongelarci più che per lavarci ed una bella mangiata in compagnia provate ad indovinare cosa è successo? Bravi … è uscito un bellissimo pomeriggio di sole!

Arrivato a casa ho mandato un sms a mamma per dirle che ero sopravvissuto alla pedalata:

Ora volevo raccontarvi la parte “Alimentazione” perchè credo sia molto utile come esperienza:

  • Colazione: un paio di panini col miele ed un paio alla bresaola. In macchina ho mangiato altri due panini alla bresaola e mi sono fermato per strada a bere un caffè.
  • Bici: due borracce piene. In una acqua e nell’altra il “Performance Sete della Ethic Sport” e devo dire che è veramente ottimo. Assimilazione e digeribilità rapida ed ha un sapore veramente piacevole quando lo si beve. Diciamo che alterno una bevuta di sali ed una bevuta classica. Inoltre, per riempire il pancino, a metà pedalata una bella “Barretta Tecnica” mi ha fatto rinascere pronto a ripartire. Devo dire che la barretta è fantastica in quanto non ti rendi conto di averla mangiata ed anche nel nuoto non la si sente. Quando la settimana scorsa ho detto che ho provato una barretta nuova e non l’ho digerita per nulla era di una marca diversa. Risultato? credo che resterò veramente fedele ai prodotti Ethic Sport perchè sono fantastici!
  • Post bici: qua non esistono regole … vero? 😀
Ed ora vi saluto, tra poco vado a preparare la bici da corsa perchè sarà al “Duathlon Sprint Città di Novara” e voglio che la mia piccolina sia pronta al meglio. Tranquilli, vi farò sapere come è andata anche se sono già mentalmente pronto a prendere una batosta come si deve per due semplici motivi: la parola sprint non è nel mio vocabolario sportivo e soprattutto la domenica dopo sarò a tentare il personale in Maratona a Trieste!
 Alla prossima e fate i bravi questo week end … divertitevi … correte … pedalate … nuotate … bhe … fate qualcosa 😛

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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