[Running] L’emozione della mia prima Ultra e Trail

Le pazzie non vanno rimandate se le sentiamo dentro e così oggi ho corso la mia prima ultra maratona (48km) che per di più era anche un trial. Andiamo per ordine e vediamo cosa riesco a scrivere in questi pochi ed ultimi attimi di lucidità.

L’avventura è cominciata ieri quando arrivato in zona Bagnacavallo ho incontrato l’amica Dora e Brunella passando un pomeriggio in compagnia. Il sabato è passato benissimo e si è anche concluso bene uscendo per una pizzata con altri ragazzi che erano lì per la gara di oggi. La notte è stata tragica invece. Non riuscivo a dormire bene e nella stanza si moriva di caldo. Una sauna era nulla a confronto. Uscito dalla stanza presto ho fatto colazione e poi sono andato in zona partenza dove mi sono ritrovato con Dora e dopo anni ho rivisto l’amica Giancarla.

Ed ora veniamo alla gara. Il grafico parla abbastanza da solo. I primi 30km sono andati bene ed il resto è stato un delirio allucinante. Inventarmi scuse o storie non ha senso, quindi preparatevi a leggere il tutto …
Una volta partiti il passo era tranquillo ed agevole. Correre su sterrato era anche divertente. I rallentamenti erano dovuti a due fattori fondamentalmente. Il primo era il fango e le salitelle lungo il percorso. Abbiamo formato subito un bel gruppo alla partenza. Eravamo in cinque e si correva bene. Non sentivo stanchezza o altro. Stavo bene e mi sentivo bene a correre. Poi, in vista del 30km, sono cominciate a cadere tutte le sicurezze della gara. Cosa può succedere in 18km? TUTTO!
Ogni tre per due mi scendevano in modo alternato le calze e mi finivano sotto la caviglia. Quindi fermati, togli la scarpa, sistemati e riparti. Ormai ero anche riuscito a velocizzarmi in questa fase e non mi pesava più di molto.
Il problema maggiore è stata la pancia. Più cercavo di correre più cercava di uscire dai tre “giorni di sciopero” in cui si era messa. Ho tenuto duro sino al km35 ma poi ho dovuto inserire tratti di camminata per fare mollare il dolore. Ho stretto i denti (e non solo) ancora per un pò però l’alternare corsa camminata era diventato regolare.
Arrivo alla distanza della Regina (Maratona) che cade giusta con un ristoro. Mi fermo a chiaccherare per fare passare il dolore e riparto. Poco dopo trovo l’asfalto. Riesco a riprendere un “bel passo” e andava via liscia. Non riesco a fare 1km che mi devo lanciare in un campo. Il primo (di tre) attacco di diarrea mi ha distrutto. Riparto e pochissimo dopo sono costretto a rifermarmi. Non faccio molta strada e la pancia è peggio di prima. Arriverò mi chiedo? Oppure sarà un ritiro?
Riesco a ripartire anche se non sono proprio a cento. Arrivo al km45 e mi si ripresenta la situazione che ho avuto a Dublino: la fitta alla bocca dello stomaco. Non riuscivo a correre. Ho fatto camminata veloce per diverso tempo. Pensavo alle parole che mi avevano detto ieri sera. Proprio vero, una gara così non sai mai se riesci a finirla oppure no sino a quando non arrivi alla fine.
Il dolore sembra passato. Comincio a vedere il centro del paese. Manca veramente poco. Sembrava una vera eternità. Mi sento dire che ero arrivato e che dovevo solo girare a destra. Non ci credevo. Alzo lo sguardo e leggo ARRIVO!
Sorrido, come credo di non avere mai fatto, e le braccia salgono al cielo. Stoppo il garmin. Vedo il tempo e lo spengo. In questo momento proprio non mi interessava nulla. Era solo un numero come dice AME. Ero felice. Ero arrivato. Un solo pensiero dentro me: SONO UN ULTRAMARATONETA! Ed in più era anche il mio primo Trail! Che giornata bellissima.
Per la cronaca e per chi ama i numeri:
47.59Km – 5,32/km – 157 F.C. Media
A fine corsa avevo in mente solo una canzone YESTERDAY! Volete sapere il perchè? Perchè domani mattina quando mi sveglierò … avrò ben chiaro nella mia mente che ieri è stato un giorno che mi ha cambiato. Correre una ultra non è come una Maratona. Ho fatto un bel viaggio dentro di me. Ho trovato una nuova parte di me che non conosce per nulla e sono veramente felice. Speriamo sia un buon segno per il nuovo anno! Ed ora? Propongo di sentirla tutti assieme:
Prima di chiudere volevo fare i ringraziamenti specificando che l’ordine sarà casuale per come mi viene in mente e sperando di non dimenticare nessuno:
  • Giancarla: Per avermi messo in mente questa strana idea
  • Dora: Per avermi fatto passare un bellissimo sabato pomeriggio e per essere venuta a vedermi alla partenza. Poi mi ha anche fatto la sorpresa al primo ristoro 🙂
  • Brunella: Grazie per averci raggiunto ieri 🙂
  • Enrico: E’ stato genitilissimo … dalle email di iscrizione alla pizzata ieri sera ed al sostegno lungo il percorso
  • Il mio “gemello diverso”: L’amico ciro … conosciuto ieri sera in pizzeria … ci hanno definito i gemelli diversi o gemelli mancati. Grazie di tutto Ciro ed anche della compagnia nel rientro a casa
  • Tutti i ragazzi con cui ho corso lungo il percorso 🙂
Altro? si si … vado a dormire .. ho un sonno allucinante!!!

Andrea

Andrea -di mestiere programmatore- ha trovato nello sport di resistenza la sua passione che lo rende vivo. Ha intrapreso varie discipline tutte basate sull'endurance (Maratone, Ultra, Trail ed Ironman) perchè alla fine quello che conta di più per lui è divertirsi e stare bene. Trova il tempo per fare anche dell'altro? Certamente: ascolta tantissimo Rock e la sera si riposa giocando online a World Of Warcraft. Ogni tanto legge anche per staccare la mente e portarla in altri contesti.

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